Storia del Lido di Venezia

Lido di Venezia dal satelliteIl Lido di Venezia è una lunga striscia di terra che si estende per 12 km dal porto di San Nicolò a quello di Malamocco e che separa la laguna di Venezia dal mare Adriatico. E’ collegata alla città d’acqua e alla terraferma solamente da vaporetti di linea e da un servizio di ferry-boat per il trasporto dei veicoli, la cui circolazione è ammessa in quest’isola.

Questo stretto litorale si formò in tempi antichi per l’apporto delle sabbie dei fiumi e nel corso dei secoli dovette essere difeso dall’erosione sia dalla parte del mare che dalla parte della laguna. Dal mare fu protetto da arginature di terra alte più di quattro metri, da palificazioni da speroni, fino alla costruzione, nel 1700, di dighe e di argini in pietra d’Istria noti come Murazzi. Dalla parte della laguna furono invece fatti deviare i corsi dei fiumi: il Brenta e il Bacchiglione furono fatti sfociare dopo Chioggia.

Per la sua conformazione e posizione divenne un punto strategico per la difesa di Venezia dal mare e dai nemici. Infatti le due più importanti porte per entrare nella città della Serenissima via mare si trovano alle due estremità dell’isola. Il primo ingresso si trova a nord est ed era protetto da un sistema difensivo formato dai forti di Sant’Andrea, che si trova sull’omonima isola, e di S.Nicolò. Queste due fortezze, fronteggiandosi, sbarravano l’ingresso in laguna a qualsiasi imbarcazione nemica. Il secondo ingresso si trova invece a sud, al porto di Malamocco-Alberoni, ed era difeso dai due forti omonimi. A difesa dell’isola vennero costruite anche altre fortificazioni oggi andate distrutte, come il forte delle Quattro Fontane, al cui posto oggi sorgono il Palazzo del Cinema e il Casinò

Fino a metà Ottocento l’isola era un’area campestre circondata da dune sabbiose e desolate, interrotte da pochi campi coltivati ad ortaglie e vigne; pochi e ristretti erano i centri abitati e per questo era molto amata da poeti e scrittori che la sceglievano come meta di vacanza o come residenza (George Gordon Byron, Thomas Mann). Solo negli ultimi due decenni del XIX secolo, dopo la partenza degli austriaci nel 1866, iniziò la trasformazione urbana e architettonica che la portò a diventare, intorno agli anni 1910-1920 (l’epoca d’oro) la più elegante stazione balneare d’Europa.
Oltre alla sua naturale potenzialità dovuta allo straordinario affaccio al mare e di un’altrettanta straordinaria vicinanza a Venezia, l’isola è diventata un importante centro turistico e culturale grazie alla Festival Internazionale d’Arte Cinematografica.

Le aree di maggior interesse storico sono S.Nicolò e Malamocco. A S.Nicolò sorge la chiesa omonima fondata nel 1044 per conservare le spoglie di S.Nicolò, a cui si aggiunse successivamente un monastero per i Benedettini. Nelle vicinanze s’incontra, circondato da cipressi, il suggestivo cimitero ebraico, costruito nel 1389.
A qualche chilometro da S.Nicolò si trova la pittoresca area di Malamocco, il cui nome deriva da Medoaco (l’antico nome del Brenta), divenuto poi per corruzione Medamaucus o Methamauco, che fu uno dei principali centri della Laguna (porto a mare dell’antica Padova romana, sede del vescovado e nel VII del dogato) fino al terribile uragano che distrusse quasi completamente la zona. L’antico borgo con i suoi canali, calli, grandi e piccole piazze e con le sue case basse rappresenta anche uno dei siti più antichi della laguna e può essere visto come una piccola, ma fedele riproduzione di Venezia.

A poca distanza da Malamocco si trova una zona di interesse naturalistico, la località degli Alberoni che trae il suo nome da un bosco di pioppi che serviva come segnale di orientamento ai naviganti. La spiaggia è una delle poche zone di dune che ha mantenuto il carattere dell'antica costiera adriatica e quindi ricca di rare specie animali e botaniche, tanto che è un’oasi protetta gestita a cura del WWF veneto e del Comune di Venezia in accordo con la Provincia di Venezia e da una vasta pineta gestita dai Servizi Forestali Regionali di Treviso e Venezia. Nelle vicinanze si trova anche il campo da golf, all’interno del vecchio Forte degli Alberoni, circondato da pini, tigli, aceri e pioppi, uno dei belli d’Europa.  

Quest’isola è molto frequentata dai veneziani per l’offerta di impianti sportivi (tra gli sport praticati: tennis, golf, nuoto, equitazione, voga, calcio, rugby) e, nel periodo estivo, per le sue spiagge

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