Il cimitero ebraico

cimitero ebraico"Quattro braccia di terra in questo recinto, a titolo di possesso per l'eternità": così recita l'epigrafe del rabbino Leone da Modena (1571-1648), posta quasi all'ingresso dell'Antico Cimitero Ebraico, situato in una zona alberata che si affaccia sulla laguna nei pressi di San Nicolò

Fu adibito a cimitero nel 1389, dopo che nel 1386 la Repubblica di Venezia, tramite il Magistrato al Piovego, concesse uno spazio nei pressi del monastero benedettino ai rappresentanti della comunità israelitica, Salomone e Crisante. La nascita del cimitero è il primo segno di radicamento della comunità ebraica a Venezia, di gran lunga precedente la loro forzata chiusura nel ghetto (1516).

La prima lapide conservata, quella di Samuel den Shinshon, è del 1389 (5150 del calendario ebraico).
A partire da quell'epoca il cimitero venne utilizzato senza interruzioni e ampliato fino a raggiungere la sua massima espansione nel 1641. Negli anni successivi, a causa dell'ampliamento del sistema di fortificazione del Lido voluto dalla Repubblica per difendersi dai Turchi, il cimitero fu sostanzialmente ridimensionato fino a cadere nel degrado più totale in seguito alla caduta del governo e a causa delle occupazioni straniere e degli atti vandalici che ne derivarono. Nel XIX secolo, nell'ambito del piano di risanamento e rilancio del Lido, parte del terreno venne anche espropriato e destinato ad altri usi compromettendo ancor di più la sua già provata situazione che culminò nel 1938 (promulgazione leggi razziali in Italia) con il  suo abbandono definitivo.

Fortunatamente verso la fine degli anni '80 il Comitato per il Centro Storico Ebraico di Venezia, presieduto dal professor Cesare Vivante, si pose il problema del restauro di questo luogo della memoria, testimonianza di secoli di storia ebraica.
Il lavoro però si presentò fin da subito molto complesso: fu necessario effettuare una bonifica  della parte orientale, interessata da una falda acquifera, risanare il  muro confinante col cimitero cattolico, effettuare una vera e propria deforestazione e infine rinvenire le lapidi e occuparsi della loro posa in opera.
Tutto ciò fu possibile nel 1999, grazie alla collaborazione di risorse pubbliche e private, italiane e straniere, ( Regione, Comune, e Soprintendenza, Save Venice, Steven H. and Alida Brill Scheuer Foundation, World Monument Fund, Venice in Peril Fund).
I lavori  hanno portato alla catalogazione di oltre mille lapidi databili tra il 1550 e i primi del Settecento e ridato dignità a questo luogo di memoria, fattore determinante di identità della comunità.

Le tombe del Bet-Hayyim, la casa dei viventi, costituite da una semplice lapide con ornamenti ridotti all'essenziale e ricoperte da sassolini come vuole la tradizione ebraica, rimangono ancora oggi in un’atmosfera di pace romantica creata dal verde dei cipressi, che ispirò i poeti del XIX secolo come Goethe, Byron e Shelley, e recentemente, lo scrittore ferrarese Giorgio Bassani nel suo Giardino dei Finzi Contini.

Dalla cancellata in ferro battuto dell’entrata, la prima cosa che si distingue è un obelisco eretto al centro del cimitero. Nell’iscrizione si legge: “25 settembre 1386, Casa dei viventi, antichissimo dell’anno 5.149”. Quello del Lido di Venezia è infatti uno dei cimiteri ebraici più antichi d’Europa, alla stregua di quello, piu noto, di Praga.



Informazioni
Visite guidate: in inglese e/o italiano solo su prenotazione. Al costo di 8,50 € intero, 7.00 € ridotto
Orari:  chiuso il sabato e le festività ebraiche, il 25 dicembre, il 1° gennaio e il I° maggio.
Telefono: 041 715 359
E mail: prenotazioni@codesscultura.it
Sito: www.museoebraico.it
Come arrivare: con i mezzi ACTV n. 1-51-52-61 fermata Lido S. M. Elisabetta, dalla fermata 10 minuti a piedi.
 



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