Fort Nature

May-23-2006
di Venews maggio 2006

Fort Nature"Per fare un tavolo ci vuole il legno, per fare il legno ci vuole l’albero, per fare l’albero ci vuole il seme, per fare il seme…». Così già una trentina d’anni or sono la filastrocca natural-educativa di Gianni Rodari veniva ripresa da Sergio Endrigo, per fissare con la semplice alchimia di parole e musica il necessario ciclo naturale che sta alla base della vita dell’uomo.

E ripercorrendo a ritroso la storia, partendo dal prodotto finito, andando alla scoperta delle sue radici, anzi del suo seme, per arrivare, risalendo lungo il fusto dell’albero della vita, alla magia del fiore che sboccia e mantiene in sé la promessa della realizzazione di tutte le cose, il refrain legava, in un unico circolo a ripetizione continua, la vita della natura e il prodotto dell’attività dell’uomo. E così, come sempre quando le cose vengono spiegate ai bambini, o spiegate dai bambini, la semplice storia del fiore contiene in sé, nelle sue poche parole ripetute, l’equilibrio del mondo. Se è vero che tutto nasce, germoglia e discende da quel seme, da quel fiore e da quel frutto, allora non appare dubbio legittimo sul fatto che la cosa più saggia da fare per l’uomo, se deve e vuole continuare a produrre i suoi tavoli, è preservare e proteggere per quanto possibile quel fiore e le sue magiche trasformazioni. Purtroppo, alla ricerca di un continuo miglioramento della qualità della vita, le regole di quel gioco sono state ormai troppo spesso forzate, sostituendo le formule naturali con le formule chimiche, i prodotti spontanei con i prodotti artificiali. Ma il risultato, proiettato sull’arco del tempo, non si rivela certo vantaggioso. E così la ben nota legge naturale, secondo la quale in natura nulla si crea e nulla si distrugge ma tutto si trasforma, non funziona più; il cerchio della vita naturale, alterato dall’immissione di elementi spurii, non si chiude più e la magia del fiore, che per mille e mille volte si fa frutto e poi seme e poi albero per ritornare a germogliare i suoi stessi fiori, viziata dall’uso di polveri tutt’altro che magiche, si perde nel ripetersi delle stagioni. Parlando di stagioni, la primavera, sinonimo di rinascita naturale, di fiori che sbocciano, di piante che germogliano, è certamente quella che incarna in maniera più esplicita e visibile il miracolo della natura. Il momento è quindi quello giusto per richiamare l’attenzione sui temi delicati e attuali che legano uomo, ambiente e natura, in un’equazione la cui soluzione, con termine attuale, passa per la strada della sostenibilità. Puntando il fuoco dell’obiettivo in particolare sulla produzione biologica, a partire dagli alimenti per arrivare ai tessuti e ai detersivi, si moltiplicano in tutta Italia le iniziative legate alla Primavera Bio: due settimane dedicate all’avvicinamento e alla conoscenza di numerose realtà del settore, che apriranno le proprie porte a quanti siano interessati a riscoprire lavorazioni, tradizioni e mestieri che garantiscano la produzione nel rispetto dell’ambiente. Forse non tutti sanno che nel settore della produzione bio l’Italia è al primo posto in Europa e al terzo nel mondo, ma ciò che è trainante nel settore produttivo non lo è (per il momento) in quello del consumo, dove i prodotti biologici sono ancora visti come un prodotto di nicchia e la quota maggiore della nostra produzione se ne va, ben accetta e apprezzata, sui mercati del centro-nord Europa. Per scoprire questo mondo, le sue regole, la sua tecnologia, la sua ricerca un’occasione interessante e ricca è «Nature. La Fiera del Naturale e del Benessere», a Mestre dall’1 al 4 giugno, presso lo storico bastione di Forte Marghera. Porta di terra del delicato e unico eco-sistema lagunare, per la sua storia passata e per il percorso futuro, appena tracciato nel presente dai grandi interventi di risanamento e bonifica, Mestre sembra voler incarnare l’esempio di una riscoperta (seppur lenta) della natura e del suo valore, in una terra (il Veneto) che fonda la sua ricchezza e vivacità proprio nella natura e nell’operosità dell’uomo, nell’agricoltura e nell’artigianato, anche se forse in maniera non più equilibrata. Se l’industria, la chimica, la tecnologia hanno sicuramente prevalso negli ultimi cinquant’anni, tanti sono i segnali di un rinato interesse verso il mondo naturale: dalle aziende di produzione biologica agli agriturismo, dal turismo eco-compatibile e naturalista agli itinerari eno-gastronomici, dall’architettura biologica, al recupero ambientale, alle energie alternative, tutti spunti di approfondimento e conoscenza presenti alla Fiera. Aprendo le porte del più antico e maestoso dei forti del Campo Trincerato a difesa di Venezia e del suo arsenale, questa fiera ‘sana’ offre l’occasione di riscoprire un luogo storico e naturale di incredibile bellezza. La suggestiva cornice e la particolarità dei suoi spazi, immersi in un parco secolare e solcati dalle acque del Canale Salso, diventano contesto perfetto per «Nature», per mostrare-vendere-far conoscere e acquistare-provare-conoscere tutto ciò che riguarda Alimentazione, Salute, Ambiente, declinato secondo il paradigma della Natura. Durante i primi quattro giorni di giugno, il Forte si trasformerà in una ‘City Farm’ aperta al pubblico, dove giocare a golf con un campo-pratica, andare a cavallo, imparare a degustare l’acqua, assaggiare prodotti biologici, rilassarsi con il massaggio di mani esperte.


di Marisa Chelodi

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