Il cinema italiano ritrovato alla 66° Mostra del cinema

May-15-2009
Questi fantasmi 2

Il cinema italiano ritrovato alla 66° Mostra del cinemaDopo la retrospettiva del 2008 Questi fantasmi: cinema italiano ritrovato, che doveva essere la prima e ultima incursione nei sotterranei del nostro cinema, anche quest’anno verrà intrapresa una vera e propria campagna di scavi archeologici, alla ricerca degli elementi per disegnare più esattamente la mappa di una delle più grandi cinematografie del mondo.

Curata da Sergio Toffetti, e realizzata dalla Biennale di Venezia in co-produzione con il Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale, ente istituzionale deputato alla promozione e restauro del patrimonio cinematografico italiano, con il sostegno del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, la retrospettiva prevede la proiezione di una trentina di opere tra gli anni ’40 agli anni ’80.
 
Le nuove prospezioni archeologiche saranno articolate secondo “categorie”:
  • film “eccentrici”:  film eccessivi non solo per le storie che raccontano, ma anche sul piano del visivo, che derivano il loro fascino dall’essere in se stessi la loro parodia, come ad esempio da Cenerentola e il Signor Bonaventura di Sergio Tofano (1941) a Temporale Rosy di Mario Monicelli (1980);

  • film “per il popolo”: veri e propri film “per il popolo” sul doppio registro della farsa o del melodramma sociale, per raccontare in diretta il pianto e il riso quotidiani, cronache senza ambizione di passare alla storia, e dunque capaci talvolta di guardare le contraddizioni senza il filtro dell’ideologia. Uno tra la folla (1946), eroicomica ricostruzione del passaggio tra la Repubblica di Salò e la Liberazione, con Eduardo De Filippo e Carlo Campanini, messa in scena da Ennio Cerlesi e Piero Tellini oppure Donne senza nome (1950) di Geza von Radvany;

  • film “delle dive” Quando François Truffaut definisce il cinema “l’arte di far fare delle belle cose a delle belle donne”, aveva forse in mente anche il cinema italiano, che ha avuto uno star system al femminile unico al mondo, creato da grandi produttori che hanno offerto a grandi registi la possibilità di portare sullo schermo grandi dive: da Silvana Pampanini in Noi cannibali di Leonviola (1953), a Rossana Podestà in Le ore nude di Marco Vicario (1964), da Giovanna Ralli in Carmen di Trastevere di Gallone (1963), a Claudia Cardinale in La viaccia di Mauro Bolognini (1961).
    Inoltre, continuerà la riproposizione di “classici dimenticati” come La ragazza in vetrina di Luciano Emmer (1961), La fiamma che non si spegne di Vittorio Cottafavi (1949), Nella città l’inferno di Renato Castellani (1959; e la “scoperta” di film d’autore della “nouvelle vague all’italiana”, come Morte di un amico di Franco Rossi (1959), con la collaborazione alla sceneggiatura di Pasolini, Un eroe del nostro tempo (1960) di Sergio Capogna. Mentre, nei 50 anni della Dolce vita, si è scelto di riproporre un “Fellini dimenticato”, il fratello di Federico, Riccardo Fellini, con il suo film Storie sulla sabbia (1963).
I film presentati, come lo scorso anno, sono oggetto di un accurato lavoro di preservazione e talvolta di restauro, e dopo la Mostra del Cinema di Venezia saranno proiettati nel circuito culturale in Italia e all’estero, offrendo una nuova vita ai film del passato, e al pubblico di oggi la possibilità di farsi raccontare dal cinema la propria storia. Storia di fatti, persone, sentimenti, emozioni e idee.
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