Le scuole d'arti e mestieri

Le scuole d'arti e mestieriLe Scuole Veneziane erano sedi organizzate presso cui si tramandava l’insegnamento delle Arti e dei Mestieri. Ogni scuola raggruppava le migliori maestranze che si dedicavano all’insegnamento dell’arte ai garzonati, termine con cui si indicavano gli apprendisti all’inizio della loro carriera.

Il sistema delle scuole e delle arti era molto radicato nel tessuto economico e sociale veneziano. Accanto alle scuole grandi (Schola de San Marco, Schola de San Rocco, Schola de la Misericordia, Schola de la Carità, Schola de San Zuane Evangelista a cui si aggiunsero la Schola de San Teodoro ed in seguito la Schola dei Carmini ) che si distinguevano per importanza, capacità finanziaria e numero di iscritti, esistevano una miriade di scuole minori (schole picole)che costituivano dei raggruppamenti di artigiani che praticavano lo stesso mestiere.
L’iscrizione alle scuole, per quanto riguarda le minori, era aperta a tutti anche se era obbligatorio versare una tassa d’ingresso detta "benintrada".

Gli apprendisti erano soggetti ad un periodo di "garzonato" ed uno di "lavoranzia". Si partiva con il garzonato finalizzato all’apprendimento delle basi del mestiere per proseguire con un tirocinio presso la bottega di qualche artigiano. L’apprendistato si chiudeva con un esame da sostenere alla presenza di maestranze dell’arte attraverso cui l’apprendista acquisiva la qualifica di Capomaestro. Tale qualifica gli consentiva di aprire una propria bottega.

A differenza di altre città le corporazioni veneziane non ebbero mai particolare peso politico, anzi lo stato esercitò nei loro confronti un controllo serrato attraverso magistrature appositamente preposte.
Ogni arte era caratterizzata da una propria insegna sulla quale erano raffigurati i simboli del mestiere e che ne costituiva una proprietà inviolabile. Chiunque avesse adottato un’insegna non sua o avesse falsificato il simbolo veniva punito con la massima severità.
Ogni scuola aveva un proprio statuto e proprie leggi riassunte nella "
Mariegola"
, il documento che quindi disciplinava i principali atti della vita di ciascuna corporazione.

Alle schole grandi e piccole si aggiungevano le schole nationali che erano riservate agli artigiani provenienti da paesi stranieri e che spesso erano caratterizzate dalla presenza di una base commerciale (fondego). Le scuole nazionali erano circa quattordici e riunivano comunità di varie etnie: albanesi, armene, bergamasche , fiorentine, lucchesi, lombarde, friulane, tedesche tanto per citarne alcune.

Esistevano infine le schole de devozion costituite allo scopo di garantire assistenza e mutuo soccorso fra i partecipanti.

Le Scuole crebbero e si svilupparono fino alla fine del 1700. C’erano le Scuole dei Saponari, Forneri, Selleri, Terrazzeri...

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