Accessibilità di Chiese e Monumenti
Qui troverete informazioni circa l'accessibilità di Chiese e Musei di Venezia ricavate dalla guida dei luoghi d'arte accessibili realizzata nel 2001 grazie all'aiuto di alcuni ragazzi disabili che hanno sperimentato l'accesso agli edifici.
Basilica dei Frari: scendere alla fermata di San Tomà e
attraversare il Campo San Tomà in modo da ragiungere il campo dei Frari
dove si trova l'omonima chiesa. Gli ingressi sono 3:
- il primo, sulla facciata, presenta due gradini esterni e uno interno.
- il secondo, posto di fronte al pozzo in "Campo Frari", presenta una
porta dalla quale si scende nella navata sinistra della chiesa con tre
gradini interni.
- il terzo conduce nella "Cappella di San Pietro" superando un gradino; una pedana consente l'accesso alla chiesa.
Nel visitare l'interno si incontrano alcuni gradini talvolta superabili
con pedane. I tre piccoli servizi igienici non sono accessibili alle
persone in carrozzella. Nessun ausilio per ipo-non vedenti.
Chiesa di San Rocco: dalla fermata del vaporetto "San Tomà" il
percorso per raggiungere la chiesa dista 200 metri e non presenta
ostacoli. Per accedere alla Chiesa dalla Calle vi sono 5 alti gradini.
Anche l'entrata secondaria, aperta solo al mattino, posta di fronte
all'entrata della Scuola Grande di San Rocco, ha 4 gradini. I servizi
igienici sono presso la Scuola Grande di San Rocco. Nessun ausilio per
ipo-non vedenti.
Chiesa di Santo Stefano: scendere alla fermata "San Samuele" della linea 2; il percorso per raggiungere la chiesa, che dista circa 400 m dall'imbarcadero, è privo di barriere. L'accesso principale alla chiesa vede due gradini in salita e un terzo in discesa, dall'interno della bussola, in chiesa, è presente una rampa in discesa. È preferibile l'accesso secondario perché ha un solo gradino in salita. Nessun ausilio per ipo-non vedenti.
Chiesa Santa Maria del Giglio: scendere "Santa Maria del Giglio" della linea 1 dell'Actv e percorrere circa 100 m senza barriere. L'entrata principale prevede 3 gradini e quella secondaria 1 gradino. Nessun ausilio per ipo-non vedenti.
Chiesa di San Moisè: scendere alla fermata della linee 1 e 2 "Vallaresso". Il percorso per raggiungere la chiesa, che dista 500m dall'imbarcadero, è privo di barriere architettoniche. L'accesso dall'ingresso principale prevede un gradino di circa 20 cm, mentre l'accesso dalla porta secondaria ha un gradino di 5 cm. Nessun ausilio per ipo-non vedenti.
Basilica di San Marco: scendere alla fermata "Vallaresso" delle linee n. 1 e 2. L'accesso alla Basilica senza barriere è possibile solo attraverso una porta laterale situata nella piazzetta dei Leoncini.
Per accedere alla Pala d'Oro vi sono 8 gradini. Il matroneo è inaccessibile ai disabili motori.
I 2 servizi igienici non sono accessibili alle carrozzelle. Nessun ausilio per ipo-non vedenti.
Campanile di San Marco: scendere alla fermata "Vallaresso" delle linee n. 1 e 2. Il campanile è dotato di due entrate ma entrambe presentano diversi gradini: quella principale ne ha quattro e la porta è larga 95 cm.; le ante sono in vetro e quindi possono creare qualche difficoltà alle persone in carrozzina. E' preferibile utilizzare l'entrata secondaria (larghezza della porta 109 cm.) che presenta, però, l'ostacolo di 6 gradini. L'ascensore è accessibile. Non vi sono servizi igienici. Nessun ausilio per ipo-non vedenti.
Chiesa Santa Maria Formosa: scendere alla fermata delle linee 1 e 2 "San Zaccaria", situata di fronte al rinomanto Hotel Danieli. Il percorso per raggiungere Santa Maria Formosa prevede il superamento di un ponte, ma all'interno della chiesa non c'è nessuna barriera architettonica.
Chiesa di San Zaccaria: scendendo alla fermata delle linee 1 e 2 "San Zaccaria", situata di fronte al rinomanto Hotel Danieli, è necessario superare l'ostacolo di un ponte. Scendendo invece alla fermata S. Zaccaria "Monumento" della linea giracittà, il percorso per raggiungere la chiesa è privo di barriere architettoniche. Per accedere alla chiesa vi sono 2 gradini. L'interno
è agibile ad esclusione della cripta. Nessun ausilio per ipo-non vedenti.
Chiesa San Giorgio Maggiore in Isola: si arriva all'isola con la linea 2 dell'Actv. Per accedere alla chiesa c'è una scalinata di parecchi gradini. Nessun ausilio per ipo-non vedenti.
Chiesa dei Santi Giovanni e Paolo: si scende alla fermata "Ospedale" della linea 52 dell' Actv che può trasportare solo una carrozzina alla volta e in orario non di punta. La chiesa dista circa 10 minuti dall'imbarcadero ed il percorso è senza ostacoli. L'entrata principale prevede 2 gradini.
I servizi igienici non sono agibili per disabili motori. Nessun ausilio per ipo-non vedenti.
Fondata all’inzio del XV sec., la chiesa conserva numerose opere quattro-cinquecentesche, tra le quali dipinti di Tintoretto, Ricci e Pordenone.
La facciata monumentale contrasta con la semplicità della Scuola Grande di San Rocco, che sorge accanto alla chiesa.
Fondata dagli eremitani nel Duecento, la chiesa, che si trova all'estremità dell'omonimo campo, venne ricostruita completamente nel XIV sec., con assetto e decorazioni tipiche del gotico fiorito veneziano. La splendida decorazione marmorea del portale è opera di Bartolomeo Bon (1442).
La chiesa prende il nome dalla famiglia Jubanico che l’avrebbe fondata nel IX sec. intitolandola alla Maria del Giglio. Straordinaria la facciata barocca a doppio ordine del Sardi.
Nelle vicinanze di San Marco, proprio dietro alla piazza, si erge questa chiesa in stile barocco. L’edificio originario, intitolato a San Vittore, venne edificato nell’VIII secolo grazie all’intraprendenza delle nobili famiglie degli Artigeri e degli Scoparii, ma per motivi di stabilità fu riedificato nel X secolo da Moisè Valier e consacrato al personaggio biblico di cui portava il nome.
Fulcro della vita religiosa e pubblica della città, luogo ove venivano consacrati i dogi, è uno dei principali simboli di Venezia e della sua storia. Fondata nel sec IX per custodire il corpo dell'evangelista Marco, patrono della città, trafugato da Alessandria d'Egitto nell'828 è un superbo esempio di stile romanico-bizantino.
La chiesa, eretta secondo la tradizione nel 639, dopo una miracolosa apparizione della Vergine in forma di magnifica matrona (da cui il nome di Santa Maria formosa), fu ricostruita nel 1492 da Mauro Codussi nelle forme del primo Rinascimento toscano.
Straordinario esempio di gotico veneziano, eretta dai Domenicani dal 1246 al 1430, la chiesa ebbe sempre grande importanza per la Serenissima che, a partire dalla metà del '400, la elesse come luogo di sepoltura dei dogi. I monumenti funebri di dogi e di personaggi illustri fanno di San Giovanni e Paolo il Pantheon della storia di Venezia.
