Venezia respira: gli impercettibili movimenti del terreno

30-set-2009
di Maria Giulia Palazzo | Redazione VeneziaSi

Venezia respira: gli impercettibili movimenti del terreno “Venezia è viva e respira”. Queste le parole dell’ingegner Eugenio Tranquilli, progettista del nuovo Museo di Arte Contemporanea di François Pinault a Punta della Dogana, che durante i lavori di restauro ha riscontrato dei movimenti impercettibili del terreno che testimoniano che la città si muove.

La notizia non è nuova per gli addetti ai lavori e forse nemmeno per la popolazione, fatto sta che stavolta questi spostamenti sono stati misurati scientificamente ed è stato riscontrato che ci sono stati movimenti anche di 0,35-0,4 millimetri. Presumibilmente questo avviene in tutta la città: gli edifici si alzano e si abbassano due volte al giorno insieme alla marea. Ma accanto a questi movimenti naturali, inevitabili e innocui, ce ne sono altri che stanno distruggendo la città: i movimenti delle onde causati dalle imbarcazioni.
E’ di oggi la notizia del crollo della riva che da accesso a Ca’ Zenobio, sede del collegio armeno, per via del moto ondoso causato da taxi e motoscafi che percorrono i canali a tutta velocità, specialmente di notte. E questo è solo l’ultimo di una serie di casi simili che si sono succeduti negli ultimi anni. Sono sempre i residenti che segnalano queste situazioni di degrado, spesso inutilmente. C’è chi ha pure dovuto intervenire di tasca propria per consolidare le fondamenta della propria abitazione ormai corrose dalle onde. 

Se ai movimenti naturali causati dalle maree sommiamo anche il moto ondoso quotidiano causato dalle imbarcazioni, allora non c’è da stupirsi se succedono cose di questo tipo. Venezia è una città fragile, che va protetta e tutelata.
 
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