Carlo Scarpa: oltre i confini del disegno

31-lug-2006
di Fabio Marzari | :venews

Carlo ScarpaVenezia celebra il centenario della nascita di un suo illustre concittadino riuscendo a perdere l’occasione di ospitare in maniera permanente il centro studi emigrato nella vicina Treviso. Nemo propheta in patria, è una storia vecchia che si ripete spesso e comunque la spiccata sensibilità verso la cultura degli accoliti gentiliniani si è dimostrata più efficace e concreta dei chiacchiericci inutilmente snob dei serenissimi sinistri. 
Il Centro Carlo Scarpa, dove si custodiscono, con la possibilità di consultazione, buona parte dei 30 mila disegni del Maestro, è un'istituzione fortemente innovativa.
Basato sulla partecipazione paritetica dello Stato e della Regione del Veneto, ha l'obiettivo di costituire una realtà culturale articolata come luogo di studi di eccellenza e sito per la conservazione dei documenti. Il grande Architetto ha segnato una pagina fondamentale nella comprensione della funzione del paesaggio urbano e soprattutto nell’inserzione di elementi aggiunti rispetto ad un edificio preesistente, dimostrando una sensibilità al limite del genio con l’uso del cemento in armonia con l’antico.

La vita di Scarpa è la storia di una vita partecipata, di un uomo curioso, figlio di un tempo anteriore, ma attento alla realtà che lo circondava. Ripercorrendo brevemente la biografia di Carlo Scarpa nato a Venezia nel 1906 e morto a Sendai in Giappone nel 1978, emerge il ritratto di un intellettuale e di un uomo, capace di dare forma alle idee. Egli si forma a Venezia frequentando artisti e intellettuali che incontra alla Biennale e all’Accademia di Belle Arti, presso la quale nel 1926 si diploma professore di disegno architettonico. Dal 1933 al 1947 è consulente artistico dell’industria vetraria Venini; alla sua personale e creativa interpretazione della tradizionale tecnica muranese si devono alcuni dei vetri più originali e affascinanti nella storia di quest’arte. È in tale ambiente che matura il suo interesse per l’Oriente, le arti plastiche e applicate, con particolare attenzione in un primo periodo alla Secessione viennese e in seguito all’architettura organica di Frank Lloyd Wright.
Nel 1926 inizia l’attività didattica presso l’Istituto Universitario di Architettura di Venezia, che continuerà in qualità di professore ordinario di composizione dal 1964 al 1976 e come direttore dal 1972 al 1974. Mediante l’insegnamento universitario, Scarpa contribuisce alla formazione di più generazioni di architetti, ai quali trasmette l’amore e la conoscenza della storia, dei materiali e della lavorazione artigianale. A partire dal 1948, con l’allestimento della mostra retrospettiva di Paul Klee, avvia una lunga collaborazione con la Biennale di Venezia. Negli oltre sessanta allestimenti di mostre e di musei realizzati nella sua carriera, l’architetto si afferma come riconosciuto maestro dell’arte di mostrare l’arte.

Tra gli esempi più significativi di sistemazioni museografiche vi sono le Gallerie dell’Accademia a Venezia (1945-1959), la Galleria Nazionale della Sicilia in Palazzo Abatellis a Palermo (1953-1954), le prime sale e il Gabinetto disegni e stampe della Galleria degli Uffizi a Firenze (1953-1956), il Museo Correr a Venezia (1957-1960), la Gipsoteca Canoviana a Possagno (1955-1957), il Museo di Castelvecchio a Verona (1958-1974), la Fondazione Querini Stampalia a Venezia (1961-1963). Tra le numerose realizzazioni relative all’abitare, all’urbanistica nei centri storici e al paesaggio, sono da ricordare almeno villa Veritti a Udine (1955-1961), il negozio Olivetti a Venezia (1957-1958), casa Gallo (1962-1963) e il condominio in contra’ del Quartiere (1974-1979) a Vicenza, la tomba Brion a San Vito d’Altivole (1969-1978), villa Palazzetto a Monselice (1971-1978), la sede della Banca Popolare di Verona (1973- 1978), villa Ottolenghi a Bardolino (1974-1978). Alcuni progetti non realizzati, come quelli per il teatro Carlo Felice di Genova e il teatro comunale di Vicenza, la sistemazione dell’area archeologica di piazza Duomo a Feltre, il Museo Nazionale di Messina e il Musée Picasso a Parigi (1976), costituirono occasione di dibattito sulle metodologie di intervento nei centri storici. Scarpa presenta la propria opera in occasione di mostre personali a Venezia nel 1968 e Vicenza nel 1974. All’estero espone al Museum of Modern Art a New York nel 1966, a Londra e Parigi nel 1974, a Madrid nel 1978. Dalla fine degli anni Sessanta si accentua la sua dimensione internazionale, sempre coltivata sul piano delle scelte intellettuali.

Mentre il clima culturale e politico italiano tende di fatto a emarginarlo, all’estero viene sempre più conosciuto e apprezzato. In Nord America compie diversi viaggi per approfondire la conoscenza delle opere di Wright e progetta gli allestimenti di diverse mostre. Memorabili quelli della sezione La Poesia nel Padiglione Italiano dell’Esposizione Mondiale di Montréal (1967) e della mostra dei disegni di Erich Mendelsohn a Berkeley e a San Francisco nel 1969. Al primo viaggio in Giappone del 1969, fa seguito quello del 1978, durante il quale muore in un banale incidente.
Nonostante il suo straordinario operato, solo dopo la sua morte riceverà il conferimento della laurea honoris causa in architettura…


di Fabio Marzari
Venews luglio 2006
Indietro
Share/Save/Bookmark

La tua vacanza inizia da qui

Call Center Prenotazioni Alberghiere

  Tutti i giorni dalle 8.00 alle 21.00 tel. 041 5222264 oppure
199 173309
 

Welcome Desk

5 Welcome Desks nei punti strategici di arrivo in città!