Attraverso la laguna Nord sulle tracce di Ernest Hemingway

di Venews | agosto 2006

La laguna Nord di Venezia serba numerose tracce del passaggio di Ernest Hemingway, forse egli, come il frate di Pietralcina aveva il dono dell’ubiquità…
Hemingway ha visto da vicino gli orrori della guerra, di quell’ultima grande guerra combattuta quasi corpo a corpo, prestando giovanissimo la sua opera di volontario della croce rossa in un luogo al limite estremo della laguna nord, Portegrandi, nel comune di Quarto d’Altino.
Fa una certa impressione vedere una casupola abbandonata, allora punto di primo soccorso sanitario, nei pressi di una darsena di nuova costruzione; e pensare che un fiume di sangue è scorso là, dove ora un imprenditore illuminato sta riqualificando, anche dal punto di vista storico, un’intera area ricca di importanti testimonianze del passato.
Il giovane Ernest forse ignorava di essere al centro della via Annia Augusta, dove l’antica Altinum stava per passare il testimone all’insediamento in nuce di Venezia, e proprio Portegrandi è il luogo ideale per compiere a ritroso un percorso che ha come destinazione finale il mitico Harry’s bar.
Attraverso gli affluenti del Sile, compiendo una navigazione tranquilla, scandita dal lento fluire di placide acque, dove il silenzio della natura è una sinfonia di suoni ancestrali, ecco comparire all’orizzonte Torcello. Una sosta alla Locanda Cipriani è quanto di meglio si possa desiderare per assaporare lo spirito della felicità, immersi in un’atmosfera sospesa nel tempo.
Una sosta a Burano, isola dai cento colori, per trovare quello spirito popolare, fatto di folklore e di tradizione.
La tentazione è di spingersi fino a Treporti, facendo un’escursione tra le barene e gli orti di Lio Piccolo, vero angolo di territorio incontaminato, dove sembra di stare in equilibrio tra la terra e l’acqua, in un mondo di armoniosi silenzi.
Arrivare a lambire il mare aperto, rimanendo in Laguna, sfiorando il Lido per poi giungere all’approdo felice di San Marco, varcando la porta che divide il resto del mondo.
L’Harry’s bar è l’archetipo del luogo divenuto leggenda, andando oltre la mera dimensione spaziale. Hemingway ha avuto il merito di suscitare l’immaginazione attraverso la descrizione di attimi, con la capacità di evocare le sensazioni attraverso le parole, ascoltando i silenzi offerti dalla natura e trasformandoli in parole immortali. I Gordon's Gin bevuti da Ernest hanno lasciato un profumo indelebile…

di Fabio Marzari
Venews
| agosto 2006
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