Lido di Venezia

Mare, mondanità e...golf

Lido di VeneziaVenezia è la meta del vostro prossimo viaggio? In piena estate,  perché non considerare di soggiornare il Lido di Venezia, approfittando del suo mare dopo una giornata piena di cultura?

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L’isola offre belle strutture che saranno in grado di soddisfare ogni vostra esigenza, dai grandi alberghi di lusso alle piccole e accoglienti strutture proprio in riva a mare.

La più settentrionale delle due isole-litorali che dividono la Laguna dal mare aperto si stende di fronte a Venezia per ca. km 12 tra le bocche di Porto del Lido e di Malamocco.

Fino all’ ‘800, con la sola importante eccezione di Malamocco, l’isola non fu interessata da insediamenti urbani di una certa consistenza; alle due estremità (soprattutto quella settentrionale) erano posti solo i forti che controllavano l’accesso alla Laguna; a nord, intorno al convento di San Nicolò, esistevano una fortezza e un grande quartiere militare circondato da mura (ora scomparse); il resto dell’isola era territorio agricolo solcato dai canali.

Fu a partire dalla seconda metà del XIX che la scoperta dei “bagni” e delle proprietà terapeutiche del clima marino, la vicinanza di Venezia e la bellezza della spiaggia di sabbia finissima fecero del Lido una stazione balneare e un centro di mondanità cosmopolita tanto importante da legare ancora oggi la sua fama alle immagini del suo illustre passato.


L’isola presenta molti motivi di interesse: zone del centro otto-novecentesco sono ricche di buoni episodi di architettura liberty e “decò”; in aree più decentrate si possono ammirare alcuni tra i primissimi edifici razionalisti di qualità esistenti a Venezia. Ma oltre a ciò il Lido offre consistenti tracce della sua storia più lontana: il nucleo storico di San Nicolò, con l’omonimo complesso conventuale e i resti del forte San Nicolò; il centro storico di Malamocco, con un tessuto urbanistico-edilizio singolare e ben conservato, l’ex forte della Punta, ad Alberoni, all’estremità sud dell’isola, che controllava l bocca di porto di Malamocco.
Il litorale dell'isola è caratterizzato dai settecenteschi Murazzi, opera di difesa dal mare, che si estendono dagli Alberoni  fino quasi al piazzale del Casinò. Qui sorgeva un tempo il vecchio forte delle Quattro Fontane (prima metà XIX secolo), ma dagli anni '30 è stato sostituito da costruzioni moderne come il Casinò appunto e dal Palazzo del Cinema, sedi ideali per i numerosi eventi culturali e mondani ospitati dalla città tra i quali spicca per importanza la Mostra del Cinema.


Verso il centro dell'isola, l'architettura si fa ricca di edifici in stile liberty e di parchi verdi. Via di comunicazione principale è il Gran Viale Santa Maria Elisabetta, la larga strada alberata che percorre perpendicolarmente l'isola dalla laguna al mare. Nella zona si intersecano alcuni canali, in effetti suddividendo il Lido in sub-isole similmente ad altre località della Laguna.
L'antico centro di Santa Maria Elisabetta si affaccia sulla laguna e conserva parecchi edifici di fine Ottocento oltre all'omonima chiesa. In questa località, fiancheggiando la laguna si incontra il Tempio Votivo, eretto dopo la prima guerra mondiale in memoria dei caduti e dove riposano le spoglie di Nazario Sauro.


Percorrendo la riviera San Nicolò, fiancheggiata da edifici liberty, si raggiunge la località San Nicolò dove si trova la più grande fortificazione dell'isola (il Ridotto del Lido) e dove è possibile ammirare l'antica chiesa, ricostruita nel Seicento: il giorno dell'Ascensione è qui che la Serenissima celebrava lo Sposalizio del Mare, cerimonia che ancora oggi si ripete annualmente nel mese di maggio.


Nella parte opposta dell'isola, sul lato del mare, si trova invece il Lungomare, molto suggestivo, consiste in un lungo viale che costeggia la spiaggia fiancheggiato da pini marittimi che dalla zona dell'ex Ospedale Al Mare, a San Nicolò, conduce sino all'inizio dei Murazzi.
La spiaggia del Lido deve la sua fama alle dune naturali di sabbia fine e dorata ed all'acqua pulita e ferma, resa tale dalla protezione delle due dighe foranee di S. Nicolò (a Nord) e quella detta degli Alberoni (a Sud), e dalle numerose altre dighe che partono dalla riva di fronte ad ogni stabilimento balneare dette pennelli.


Le opportunità offerte dal Lido sono varie, dagli arenili "liberi" di S. Nicolò e degli Alberoni, caratterizzati dall'habitat faunistico naturale delle antiche dune sabbiose, fino agli scogli dei "Murazzi" e agli stabilimenti balneari della parte centrale dell'isola, caratterizzati dalle tipiche capanne, grandi cabine con la veranda e la tenda aggiunte alla struttura chiusa, che portano i colori caratteristici dello stabilimento balneare a cui appartengono.
Il primo stabilimento risale al lontano 1857: il "Grande stabilimento balneario eretto sull'Onda viva del Mare". La parte centrale dell'isola cominciò ad animarsi di visitatori, che si fecero sempre più numerosi, dando vita al soprannome di "Isola d'Oro".


Ma Lido significa anche golf: la leggenda vuole che sia stato l’americano Henry Ford, presidente della omonima casa automobilistica, il deus ex machina della costruzione di un percorso di golf al Lido di Venezia. Sbarcato nel 1928 all’Hotel Excelsior con sacca e mazze al seguito, scoprì che né il Lido, né Venezia, potevano godere di un campo dove praticare quello sport in Italia ancora pressoché sconosciuto, in America invece già molto diffuso. Esternando il suo disappunto all’amico Conte Giuseppe Volpi di Misurata, uomo di grandi entusiasmi, all’epoca Presidente della CIGA, Compagnia Italiana Grandi Alberghi, Ford lo convinse a cercare al Lido il luogo opportuno dove progettare un campo all’altezza delle eleganti strutture già esistenti nell’isola. Del resto il conte Volpi con una geniale idea avrebbe dato vita nel 1930 al 1° Festival Internazionale della Musica, nel 1932 al 1° Festival del Cinema, nel 1934 al 1° Festival del Teatro, avvenimenti cultural-mondani che da allora ad oggi si susseguono con cadenza annuale o biennale. Addirittura in occasione della Mostra del Cinema, che ogni fine estate vede sfilare in passerella stars da tutto il mondo, i premi ai miglior attore e attrice, sin dalla nascita, ne portano la memoria, chiamandosi Coppa Volpi. L’area individuata da Volpi e Ford fu agli Alberoni, l’estremità a sud del Lido, adiacente alla bocca di porto di Malamocco, una zona di 100 ettari le cui caratteristiche naturali si presentavano similari ai links scozzesi, dove sabbia e vento avrebbero potuto rendere il gioco all’altezza delle tradizioni britanniche. Attorno ad una antica fortificazione austriaca eretta per la difesa di Venezia e tuttora esistente, alloggi militari e scuderie per cavalli che costituiscono l’ossatura della attuale Club House, nel 1928 furono avviati i lavori sotto la direzione dell’architetto scozzese Cruikshank che disegnò le prime 9 buche, dotando finalmente il Lido di un intrigante par 35 che fu inaugurato nel 1930 con una settimana di gare, cui parteciparono i primi 25 soci iscritti al nuovo Circolo, provenienti dalle famiglie nobili dell’aristocrazia veneziana. Il luogo ospitò negli anni avvenimenti di particolare richiamo, e personalità autorevoli lo frequentarono. Resta il ricordo di un incontro nell’estate del 1934 tra Hitler e Mussolini, ancora, personaggi come Henry Cotton, o il Duca di Windsor, o l’attore Bin Crosby si cimentarono lungo il difficile percorso lidense, come ricorda Tullio Scarso, il primo maestro del Circolo. Nel dopoguerra il gioco del golf prese piede anche in Italia, tanto che fu sentita l’esigenza di ampliare il campo, e su progetto dell’Architetto C.K. Cotton furono aggiunte le altre 9 buche, arrivando ad un impegnativo par 72. A seguito dell’alluvione del 1966 che aveva obbligato alla chiusura dei pozzi che attingevano alla falda artesiana, vennero creati dei laghetti, veri e propri bacini per l’irrigazione del campo, alla buca 11, alla 13, e uno più piccolo tra i due. Importanti manifestazioni si sono succedute, dall’Open d’Italia del 1955, nel 1960 e nel 1974; alle 3 edizioni dell’Open Seniores nel 2005, 2006, 2007. Giocatori di prestigio si sono cimentati lungo il percorso; da Arnold Palmer (detentore del record, 5 sotto il par!) a Severiano Ballesteros, Tony Jacklin, Lee Treviso, Baldovino Dassù. Diverse sono le particolarità del campo. Dall’ampia selezione di alberi che ne costeggiano i fairways, rendendo difficoltoso il gioco, - pini marittimi, salici, pioppi e gelsi, - mantenendolo verde e praticabile per 12 mesi l’anno, al fondo sabbioso auto-drenante e capace di assorbire il poco tempo anche le piogge più scroscianti, al vento di bora o scirocco che può improvvisamente mutare le tattiche di gioco, uniti alle difficoltà intrinseche delle buche, sono tutte caratteristiche che rendono il Golf di Venezia uno dei più prestigiosi e difficili d’Italia.
Numerose le specie animali che lo abitano: dall’airone cinerino, fagiani, anatre, mutrie. La buca più originale continua ad essere la mitica 9. Un par 3 cieco costruito attorno ad un bastione del XVIII secolo, con il green da raggiungere scavalcando un ostacolo d’acqua frontale. 

 

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