Picasso a Palazzo Grassi

11-ott-2006

Picasso a Palazzo GrassiE' stata inaugurata l'11 novembre la nuova mostra di Palazzo Grassi, l'evento più atteso di questo ricco autunno veneziano, intitolata Picasso, La joie de vivre 1945-1948.

La mostra è dedicata al periodo di ritrovata euforia che caratterizza l'opera di Pablo Picasso nell’immediato dopoguerra, attraverso 200 capolavori tra dipinti, disegni, ceramiche e una serie di fotogtrafie che ritraggono la vita privata dell'artista.


Una straordinaria attitudine al mutamento, una ricchezza semplicemente inesauribile dell’invenzione formale e oggettuale; una forza esplosiva la cui potenza del genio e audacia provocatoria ha segnato profondamente il percorso dell’arte del Novecento.
Incorporando l’influenza di tradizioni artistiche primitive a un’interpretazione nuova del rapporto tra immagine e spazio, Pablo Picasso ha rivoluzionato la storia dell’arte e il modo in cui la realtà si traduce sulla tela.

«Non si può combattere contro natura».
Così si esprimeva il ‘divino’ artista.
«Bisogna pur iniziare con qualcosa. Solo dopo, si può eliminare ogni traccia del reale».

Ciò da cui inizia Picasso è un pezzo di realtà, associato a un’idea, a un ‘disegno interno’; per lui comporre significa ‘distruggere’, sostituire l’artificio alla natura.
Ma ogni audacia, ogni sfida di questo grande artista, dimostra uno stretto rapporto interpretativo con l’eredità storica e le realtà date.
Mentre vince e distrugge il passato con le sue stesse armi, gli rende omaggio e ne subisce il fascino.
Post-Impressionismo, Surrealismo, Classicismo italiano, Espressionismo sono le fonti a cui si ispira, e che reinterpreta costantemente sulla tela.
Dopo i periodi ‘blu’ e ‘rosa’ che caratterizzano le opere d’inizio secolo, la semplificazione, prima, delle forme e dei volumi dell’arte di Cezanne e l’espressività, poi, della scultura primitiva africana segnano il passaggio al Cubismo.
Se con Les Demoiselles d’Avignon del 1907 la prospettiva è stravolta ma la scomposizione delle forme non è ancora applicata fino in fondo, nel 1937 l’impronta cubista e la gestualità espressionista sfociano nel dipinto Guernica, simbolo stesso del dolore universale di fronte alla violenza della guerra e alla morte.
L’opera di Picasso oscilla continuamente tra stili ed espressioni diverse, legandosi inevitabilmente con le esperienze biografiche.

La Joie de vivre, realizzata nell’ottobre del 1946 ad Antibes, è l’espressione della ritrovata euforia dell’immediato dopoguerra, della gioia di vivere di un paese tornato ad essere libero. Il suo soggiorno ad Antibes e la riscoperta del Mediterraneo gli offrono nuova ispirazione: Picasso sogna un’epoca felice, un ritorno alla mitologia greca e ad una dimensione dionisiaca.
Le sue opere si popolano di personaggi mitici, danzanti in questo Eden mediterraneo, rivissuto attraverso una scelta di duecento opere tra pitture, disegni, incisioni, sculture e ceramiche esposte in occasione della mostra che Palazzo Grassi dedicherà, il prossimo novembre, a questo grande maestro del XX secolo.

 «Picasso,la joie de vivre,1945-1948»

Dall’11 novembre 2006 all’11 marzo 2007
Palazzo Grassi

di Claudia Brisotto
:venews settembre 2006
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