Maurizio Scaparro e il Carnevale del teatro

Feb-14-2007
di Fabio Marzari |:venews

Maurizio ScaparroDiscorriamo di Venezia e del suo Carnevale con Maurizio Scaparro durante una pausa delle prove del suo Don Chisciotte al Piccolo Teatro di Milano, spettacolo che vedremo in aprile al Goldoni.
Parlare con il regista e Direttore della sezione Teatro della Biennale di Venezia, significa ripercorrere le tappe di una festa rinata negli anni Ottanta del secolo appena trascorso.
Scaparro ha saputo inventare o reinventare il Carnevale del teatro, anche se egli si schernisce ad essere definito “padre del rinato carnevale”.

Preferisce si parli «dell’uso teatrale del Carnevale, avvenuto negli anni Ottanta in cui si sono unite, senza pagelle di qualità, teatro, musica, danza, mimo, maschera, parola, trucco, travestimento, per dare un senso, tematicamente legato a quella che è una festa che sorge spontanea o più o meno spontanea nel passato e che a Venezia negli anni Ottanta ha avuto la fortuna di entrare all’interno di un rapporto con la parola cultura troppo spesso evitata come la peste nei carnevali del passato».

«Sono grato ai veneziani - continua Scaparro - perché non sono considerato da loro come foresto; senza i veneziani non si vince nessuna battaglia culturale nella città. Usare la città come fosse una casa d’affitto è quanto di più offensivo possa essere fatto nei confronti dei veneziani ed anche della stessa città.Venezia, città d’arte, curiosa e strana ed unica, con degli abitanti, anch’essi strani e curiosi, porta con sé delle difficoltà, ma non può mai essere considerata uno studio televisivo da riempire».

«Le cose sembrano spesso semplici quando accadono, il gioco è di avere unito tre parole come Venezia, Carnevale e teatro, ma basta che ne manchi una perché tutto possa cambiare. L’uso della città di Venezia, spazio unico, anomalo, che ingloba piazza e teatri, terra e acqua, porta con sé una suggestione unica. Il nemico non è soltanto l’ignoranza, è anche probabilmente il fatto che oggi l’unica cosa che funziona, ahimè a caro prezzo, sono gli alberghi. Il problema di fondo è se Venezia debba essere o meno solo un’insegna di una locanda. Così come ho visto in questi ultimi anni rinascere bene Mestre, che oggigiorno è una città diversa rispetto a solo otto/nove anni fa, smettendo di essere una città dormitorio, bisognerebbe tentare di vivificare Venezia, non solo in periodi di festa come il Carnevale, con delle presenze che sono ad esempio quelle universitarie. In questo senso la Biennale quest’anno attuerà un altro esperimento a luglio, quando, accanto al festival dedicato a Goldoni, di cui il 25 febbraio ricorre il trecentesimo anniversario della nascita, ci sarà un grande campus universitario con mille studenti provenienti da tutta Europa per studiare e conoscere Goldoni nei suoi luoghi e secondo i diversi adattamenti ».

Parlando poi dell’esperienza dello scorso Carnevale, Scaparro ricorda: «Ero appena rientrato a Venezia e Cacciari mi chiese se accanto al lavoro della Biennale potevo anche dare un segno con il Carnevale dedicato alla Cina; io mi sono molto divertito a pensarlo e realizzarlo, spero si siano divertiti anche i veneziani, perché hanno visto cose che non sono casuali, perché parlare della Cina in una Venezia che è comunque porta d’Oriente e che è il luogo da dove è partito Marco Polo è un interesse particolare».

«A partire dal 2 febbraio al Correr abbiamo preparato una grande mostra sulle maschere di Donato e Amleto Sartori. Ed è anche un ricordo di quella grande installazione, quella enorme ragnatela realizzata da Sartori, che negli anni Ottanta coprì completamente Piazza San Marco. Fu qualcosa di stupendo e stupefacente, che poi ha girato in tutto il mondo».
Per i prossimi impegni di carattere squisitamente teatrale, in occasione della trentanovesima edizione del Festival Internazionale del Teatro, dal 18 al 29 luglio, l’accento verrà posto su Goldoni e il Teatro Nuovo con compagnie italiane e straniere che dedicheranno particolare attenzione agli adattamenti anche di scrittori moderni tratti da commedie di Goldoni.
Avremo modo di riparlarne diffusamente.
Buon Carnevale anche a Lei Maestro!



di Fabio Marzari
:venews
febbraio 2007
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