Sequenze contemporanee a Palazzo Grassi
9-mag-2007
Contemporary sequences at Palazzo Grassi
Palazzo Grassi svela l’anima ribelle dell’arte contemporanea,
il suo cuore bramante e provocatorio per raccontare
il meccanismo perfetto di pittura e scultura. Ecco il primo
appuntamento con Sequence: una serie di esposizioni che trarranno
linfa vitale dalla prestigiosa Collezione di François Pinault.
Sequenze di un'unica pellicola il cui tessuto narrativo
prende spunto proprio da una collezione che per la sua considerevole
vastità, è in grado di ridefinire il contemporaneo attraverso
lo sguardo incrociato di artisti e curatori.
In bilico tra filosofie ed estetiche post-post moderniste, provocazioni intellettuali, tra ironia, teatralità e vocazione ludica, Sequence 1 presenta un drappello di artisti alle prese con la pittura e la scultura, per affermare che la classicità di tali mezzi è ancora viva e pulsante.
Rifuggendo il fil rouge tematico, che sta alla base di numerose esposizioni collettive, la mostra presenta molti dei più importanti protagonisti che hanno segnato l’arte contemporanea degli ultimi decenni ed il loro modo di confrontarsi con la realtà.
Pittura e scultura si è detto, perché al centro dell’arte dell’artista è sempre presente tale tensione.
Ed allora la ‘classicità’ pittorica è riscoperta nelle opere di Martial Raysse, Laura Owens, Marlene Dumas, Takashi Murakami e Richard Prince, è invece reinventata da Rudolf Stingel, capovolta nei lavori degli emergenti Kristin Baker e Roberto Cuoghi, fino ad aprirsi a contaminazioni culturali ed esperimenti di linguaggio fatti di collage ed assemblage nelle opere di Urs Fischer e Anselm Reyle.
Se queste sono le forme d’arte, per certi versi più legate alla tradizione, la mostra offre altresì lo sguardo contemporaneo sulle espressioni scultoree.
Così il principio di appropriazione inventato da Duchamp, l’omaggio alla Pop Art ed all’Arte Povera si traducono nelle opere di David Hammons in assemblaggi di oggetti di scarto, vere e proprie espressioni ‘Pop Povere’ come la monumentale Jet Set Lady, 2000-5 che invade l’atrio di Palazzo Grassi.
Dagli ambienti riformulati dalle emozioni di Robert Gober, alla presenza di Mike Kelley con le sue installazioni comico-grottesche.
Seguono il percorso espositivo le opere di Franz West che nella loro finalità di partecipazione fisica dello spettatore si avvicinano all’azionismo viennese ma con l’ironia eludono il pesante pathos.
In occasione di Sequence 1, François Pinault ha inoltre commissionato una serie di opere tra le quali Untitled (Kiosk) 2006, di Rudolf Stingel e Franz West, un’installazione composta da una struttura verosimilmente abitativa sormontata da un enorme teschio che accoglie i visitatori in Campo San Samuele.
Sempre nell’ambito delle commissioni ed a testimonianza dei nuovi sviluppi espressivi di Takeshi Murakami è presente in mostra un nuovo dipinto composto da sedici pannelli che trae spunto dalla Shigisan-engi-emaki una pergamena del dodicesimo secolo che narra i miracoli attribuiti al monaco Myoren.
La mostra a cura di Alison M. Gingeras, è dunque una ricerca che mette in scena l’arte ‘giocandola’ metaforicamente su coordinate in bilico tra memoria e progetto, in cui la pittura e la scultura rispecchiano anche nella dimensione presente il senso positivo dell’incedere personale e collettivo nell’esperienza.
Dando spazio e voce all’arte, l’arte dà spazio e voce alla volontà di articolare un discorso culturale originale per elevare lo spazio di Palazzo Grassi a luogo presente e vivo nella sensibilità collettiva veneziana e non solo.
In bilico tra filosofie ed estetiche post-post moderniste, provocazioni intellettuali, tra ironia, teatralità e vocazione ludica, Sequence 1 presenta un drappello di artisti alle prese con la pittura e la scultura, per affermare che la classicità di tali mezzi è ancora viva e pulsante.
Rifuggendo il fil rouge tematico, che sta alla base di numerose esposizioni collettive, la mostra presenta molti dei più importanti protagonisti che hanno segnato l’arte contemporanea degli ultimi decenni ed il loro modo di confrontarsi con la realtà.
Pittura e scultura si è detto, perché al centro dell’arte dell’artista è sempre presente tale tensione.
Ed allora la ‘classicità’ pittorica è riscoperta nelle opere di Martial Raysse, Laura Owens, Marlene Dumas, Takashi Murakami e Richard Prince, è invece reinventata da Rudolf Stingel, capovolta nei lavori degli emergenti Kristin Baker e Roberto Cuoghi, fino ad aprirsi a contaminazioni culturali ed esperimenti di linguaggio fatti di collage ed assemblage nelle opere di Urs Fischer e Anselm Reyle.
Se queste sono le forme d’arte, per certi versi più legate alla tradizione, la mostra offre altresì lo sguardo contemporaneo sulle espressioni scultoree.
Così il principio di appropriazione inventato da Duchamp, l’omaggio alla Pop Art ed all’Arte Povera si traducono nelle opere di David Hammons in assemblaggi di oggetti di scarto, vere e proprie espressioni ‘Pop Povere’ come la monumentale Jet Set Lady, 2000-5 che invade l’atrio di Palazzo Grassi.
Dagli ambienti riformulati dalle emozioni di Robert Gober, alla presenza di Mike Kelley con le sue installazioni comico-grottesche.
Seguono il percorso espositivo le opere di Franz West che nella loro finalità di partecipazione fisica dello spettatore si avvicinano all’azionismo viennese ma con l’ironia eludono il pesante pathos.
In occasione di Sequence 1, François Pinault ha inoltre commissionato una serie di opere tra le quali Untitled (Kiosk) 2006, di Rudolf Stingel e Franz West, un’installazione composta da una struttura verosimilmente abitativa sormontata da un enorme teschio che accoglie i visitatori in Campo San Samuele.
Sempre nell’ambito delle commissioni ed a testimonianza dei nuovi sviluppi espressivi di Takeshi Murakami è presente in mostra un nuovo dipinto composto da sedici pannelli che trae spunto dalla Shigisan-engi-emaki una pergamena del dodicesimo secolo che narra i miracoli attribuiti al monaco Myoren.
La mostra a cura di Alison M. Gingeras, è dunque una ricerca che mette in scena l’arte ‘giocandola’ metaforicamente su coordinate in bilico tra memoria e progetto, in cui la pittura e la scultura rispecchiano anche nella dimensione presente il senso positivo dell’incedere personale e collettivo nell’esperienza.
Dando spazio e voce all’arte, l’arte dà spazio e voce alla volontà di articolare un discorso culturale originale per elevare lo spazio di Palazzo Grassi a luogo presente e vivo nella sensibilità collettiva veneziana e non solo.
di Carlotta Scarpa
:venews maggio 2007
«Sequence 1»
Dal 5 maggio all’11 novembre
Palazzo Grassi
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