Il Ponte di Calatrava

7-giu-2007
di Roberta Nalesso e Marco Scurati | redazione VeneziaSì

Ponte CalatravaDopo 10 anni di rinvii e polemiche, e costi lievitati fino a 10 milioni (dai 3,5 iniziali) e infinite perizie tecniche, è ormai prossima la messa in opera del quarto ponte sul Canal Grande?

Si dice che per fine luglio Piazzale Roma e ferrovia saranno collegate direttamente dal famoso ponte firmato da un architetto che nel frattempo dal progetto alla realizzazione ha fatto di tutto con unanimi consensi.

Nessun architetto di fama internazionale nell’ultimo secolo e mezzo è riuscito a lasciare il suo segno alla storica città, ai casi noti di F.L. Wright e Le Corbusier ci sono una serie di incontri mancati tra Venezia e la modernità architettonica da affiancare alle opere grandiose che hanno lasciato gli architetti del passato.

Il mese scorso il sindaco Cacciari ha incontrato l’architetto catalano che ha firmato l’opera, Santiago Calatrava, nel cantiere della ditta Fagioli, sulla banchina dell’Azoto a Porto Marghera, dove è attualmente montato il ponte, lungo quasi 100 metri e di color rosso fuoco.
Dopo la posa del ponte, che dovrebbe avvenire in due fine settimana, tra la fine di giugno e l’inizio di luglio, ci vorranno da quattro a sei mesi per completare i lavori.

Il lavoro del prof. Giorgio Romaro, che sta ultimando la simulazione in cantiere della posa del ponte, aveva fatto emergere preoccupazioni sulla tenuta delle rive, nel punto del Canal Grande davanti a Piazzale Roma, dove sono attualmente montate le spalle del ponte.
Infatti ciascuna spalla del ponte, che poggia su fango e palafitte, subirà una spinta di 1.500 tonnellate al momento della posa e pertanto si è reso necessario eseguire una serie di calcoli per avere la totale sicurezza della tenuta della struttura.
Il prof. Romaro ha suggerito l’utilizzo di 16 martinetti per bloccare la struttura e fronteggiare la spinta, cosa che comporterà un costo aggiuntivo di un milione e 200mila euro, già stanziati dalla giunta comunale.

E se dall’Amministrazione Comunale non arriva nessun chiarimento sulle responsabilità di costi e ritardi, il Sindaco ha difeso il progetto dalle polemiche e ha duramente criticato la legge Merloni, che obbliga a scegliere le imprese in base al ribasso presentato rispetto al capitolato d'appalto, sostenendo che il progetto esecutivo di un'opera dalle caratteristiche così particolari - dovute all'arco a sesto ribassato e ad un complesso sistema di sostegno del ponte -, non poteva essere affidato con una gara semplice, e che per la realizzazione dell’opera bisognava rivolgersi a chi ha un’esperienza specifica in questo campo.

Calatrava, dal canto suo declina ogni responsabilità affermando di aver realizzato la progettazione ingegneristica e di aver fornito consulenza artistica e architettonica, ma di non esser coinvolto nella direzione dei lavori. Il ponte che alcuni hanno definito il più inutile della storia, la cui funzione sembrava piu’ quella di sfatare la maledizione che impediva a Venezia di avere una grande opera contemporanea.

A sfavore di Venezia resta però il fatto che l'architetto valenciano Calatrava ha realizzato in altre città opere importanti e ben più complesse in tempi decisamente più ragionevoli, come la monumentale "città delle scienze e delle arti" a Valencia, grande 350mila metri quadrati, iniziata a costruire proprio nel 1996, anno in cui Calatrava progettava il ponte, e che oggi il mondo ha ammirato in occasione della America’s cup di vela.

Trattandosi di un’opera pubblica, dopo l’ennesimo rinvio alla messa in opera del ponte, la Guardia di Finanza acquisisce negli uffici tecnici comunali tutta la documentazione per verificare l'esistenza di un danno erariale e la Corte dei Conti apre un’inchiesta.

Sul fronte del contenzioso tra le imprese costruttrici, la Cignoni Srl di Lendinara (vincitrice dell'appalto) e la Lorenzon Techmec Spa di Noventa di Piave (costruttrice del ponte), all'inizio dell’anno il Tribunale ha costretto la Lorenzon a consegnare i conci, le parti estreme del ponte,  che quest’ultima avrebbe realizzato senza aver mai ricevuto un euro per il lavoro.

Il mistero dunque s’infittisce e la suspance aumenta man mano che si avvicina una nuova presunta data di apertura,  si vedrà mai questo ponte diventare realtà?

 

di Roberta Nalesso e Marco Scurati
redazione VeneziaSì

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