Heineken Jammin Festival, il giorno dopo: aperta un'inchiesta

18-giu-2007
di Roberta Nalesso | redazione VeneziaSi

Crollo torre Heineken Jammin FestivalE’ calato il silenzio sul parco di San Giuliano dopo che venerdì scorso una breve ma violenta tromba d'aria si è abbattuta sull'area dell’Heineken Jammin’Festival, ha spazzato via 8 delle 10 torri di sostegno di luci e amplificatori, alcuni tralicci di ferro e un maxischermo, ha reso inagibile il palco principale e messo fuori uso fondamentali impianti tecnici ed elettrici, costringendo gli organizzatori ad annunciare l'annullamento dei concerti di venerdì, di sabato sera e di domenica, che doveva essere la giornata conclusiva del Heineken Festival, con l’attesissimo concerto finale di Vasco Rossi per il quale erano già stati venduti più di 100 mila biglietti.

25 i feriti portati all'ospedale, dei quali 21 sono stati dimessi mentre i 4 feriti più gravi sono ancora ricoverati in ospedale: due di loro non hanno subito gravi lesioni, uno è sotto osservazione in Chirurgia per fratture scomposte e altre lesioni, mentre l’altro è ricoverato con prognosi riservata in Rianimazione.

Nell’area del parco, chiusa fino a mercoledì per motivi di sicurezza e presidiata dalle forze dell'ordine, sono già in corso i lavori per smontare quel che resta delle strutture, mentre i riflettori si sono accesi sulla Procura di Venezia, che ha aperto un'inchiesta sulle responsabilità dell’accaduto.

Intanto le torri crollate sono ancora sotto sequestro giudiziario e il pubblico ministero Francesco Saverio Pavone ha già nominato i tre periti che martedi 19 dovranno effettuare una perizia sulla struttura e verificare le cause del crollo, per stabilire se i cedimenti delle strutture sono da attribuire ad un evento atmosferico di eccezionale intensità oppure ad eventuali irregolarità del montaggio.

Oltre ai tre periti del Pm, sono stati convocati i legali della Milano concerti, la società organizzatrice dell’Heineken  Jammin' Festival, e i tecnici che hanno fatto i calcoli per la realizzazione delle torri.
Ancora nessun nome è comparso nel registro degli indagati, ma se la perizia dovesse accertare che non sono state rispettate alcune norme di sicurezza, gli organizzatori o la direzione dei lavori responsabile dell'allestimento della struttura rischiano l’accusa di lesioni colpose o disastro colposo.

In questi giorni non sono mancate le numerose polemiche sulla natura del nubifragio, sui soccorsi e sui servizi sanitari.
Si discute infatti sul tipo di evento atmosferico che si è abbattuto sul Parco San Giuliano: c’à chi sostiene che non sia stata una tromba d'aria, ma solo un forte temporale, ma chi era sotto il palco venerdì pomeriggio e ha vissuto quei drammatici minuti in mezzo al prato, non è sicuramente dello stesso parere. L'anemometro montato sul palco, che si è fermato quando è saltata la corrente, cioè poco prima che la furia del vento toccasse il suo picco massimo, segnava 112 chilometri orari.
Polemiche anche tra i responsabili del Suem di Mestre e Croce Amica One, il servizio sanitario di Milano Concerti, che sostiene di aver svolto un ruolo fondamentale nei soccorsi.

 

Intanto i più importanti organizzatori di concerti in Italia fanno fronte comune e assicurano che le norme di sicurezza per l'organizzazione di eventi live nel nostro paese sono rispettate nei minimi dettagli e che la tragedia sfiorata al Parco San Giuliano di Mestre è stata una calamità naturale di portata inimmaginabile.
Roberto De Luca, l’organizzatore del Festival, ha confermato la calamità naturale e ha aggiunto che è già in corso una trattativa con l'Agenzia delle Imposte per prolungare i tempi tecnici di rimborso dei biglietti venduti.


di Roberta Nalesso | redazione VeneziaSì

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