Biennale Teatro: Campus Universitario Internazionale

24-lug-2007

Biennale Teatro: Campus Universitario InternazionalePer il terzo centenario della nascita di Carlo Goldoni la Biennale Teatro e l’Università Ca’ Foscari di Venezia hanno pensato di dare vita a un Campus destinato agli studenti delle Università, delle Accademie e delle scuole superiori di teatro dell’Europa e del Mediterraneo.

Dopo che Maurizio Scaparro ce lo ha proposto - alla fine dello scorso festival, dedicato a Goldoni e Gozzi in accoppiata -, il sottoscritto e Carmelo Alberti hanno lavorato a lungo, spaventati dalle dimensioni del programma, ma contenti di provare a organizzare tutto ciò a Venezia, una città in cui le strutture contrastano spesso con la sua vocazione storica.
Sull’arco di dodici giorni il programma comprende dieci giornate piene, a tema, che uniscono le lezioni mattutine agli incontri, ai laboratori e agli spettacoli del pomeriggio e della sera.
Al centro esatto del lungo percorso, sotto l’etichetta Goldoni sulle scene d’Europa 1993-2007, si cercherà di fare il punto sulla presenza e la diffusione del repertorio goldoniano, a partire dal recente - e già lontano - bicentenario goldoniano del 1993, tra il bilancio e l’orizzonte di rotta.
Ma il week-end di mezzo vedrà anche una festa, nella sera del sabato, nel cortile di Ca’ Foscari, appena restaurato e liberato dalle strutture del cantiere.
I temi sui quali abbiamo deciso di concentrare l’attenzione, sono stati anzitutto scelti in stretto rapporto all’offerta spettacolare del Festival, chiamando a raccolta un gruppo nutrito dei maggiori specialisti goldoniani europei.
Insieme agli studiosi - e non nelle appendici minori, come nei tradizionali convegni e consessi, ma in un rapporto di commistione e libero scambio - per l’intera durata del campus, negli incontri pomeridiani, prenderanno la parola registi, drammaturghi e attori che presentano a Venezia i loro spettacoli, insieme ad alcune partecipazioni speciali di grande rilievo, per provare, attraverso la riflessione sul loro lavoro e sui loro progetti, a ripensare la contemporaneità del teatro goldoniano.
I percorsi guardano al vicinissimo e al lontano, partendo dalle tappe concrete della storia umana e culturale di Carlo Goldoni, alla messinscena della realtà nel suo teatro come agli spazi, meno praticati, della diversione fantastica e romanzesca.
Ecco, dunque, i militari e la guerra, la famiglia e la società, Venezia e Parigi, il teatro per musica, l’autobiografia in commedia, la commedia veneziana, la dimensione dell’esotico, la riforma del teatro, il teatro romanzesco, il rapporto tra il teatro veneziano e il teatro napoletano.
Quando abbiamo pensato ai temi di ‘conversazione’ delle nostre dodici giornate non sapevamo - al di là di alcuni titoli già annunciati nel cartellone del festival - quali spettacoli o mises en espace, intorno a quali temi avrebbero costituito l’offerta teatrale destinata al Campus, che ospita soprattutto lavori di scuole e cantieri aperti.
È significativo che questa chiamata a raccolta avvenga nello spazio del teatro universitario di Santa Marta - riaperto e intitolato a una grande figura della scena veneziana del Novecento come Giovanni Poli -, nella speranza che essa possa costituire una base e un precedente per un suo rinnovato impiego.
L’augurio del campus - dal “campiello” alle piazze internazionali - è quello di ritrovare, nel nome di Goldoni, qualche traccia del rapporto tra una realtà individuale e irripetibile, quella veneziana, e un’apertura e curiosità rivolte al mondo.
E ancora, e soprattutto, il significato che ha fondato, due secoli e mezzo or sono, il progetto della riforma e di un teatro nuovo, in una poetica che si propone come azione e spettacolo e in una creazione teatrale che intende riflettere sul presente.

di Piermario Vescovo
Università Ca’ Foscari di Venezia
Dipartimento di Italianistica e Filologia Romanza

tratto da :venews luglio 2007
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