La vicenda delle Nozze di Cana del Veronese
La storia de Le Nozze di Cana
Il 6 giugno 1562 il pittore Paolo Caliari detto il Veronese fu chiamato nell’Isola di San Giorgio Maggiore per dipingere la parete di fondo del refettorio benedettino del complesso architettonico progettato da Andrea Palladio e ultimato nello stesso anno.
L’intesa e la collaborazione tra il pittore e l’architetto furono senz’altro determinanti per il prodigioso risultato finale la cui fama attraversò le Alpi e indusse Napoleone Bonaparte a volersene appropriare come risarcimento delle spese di guerra nel 1797.
La tela fu smontata dalla parete l’11 settembre di quell’anno, fu tagliata in diversi pezzi e spedita al Musée du Louvre, dove è tuttora conservata.
La riproduzione e la restituzione dell'opera
La copia in scala 1:1 del dipinto, le cui dimensioni sono 994x677 cm, è stata eseguita con lo scanner a colori Cana a 3D progettato ad hoc, con equipaggiamenti tecnici ad altissima risoluzione e macchine fotografiche che hanno prodotto 2700 scatti singoli.
Il dipinto è stato suddiviso in 37 sezioni verticali e 38 orizzontali ciascuna delle quali confrontata nei dettagli con il libro Colour References contenente migliaia di sfumature di colore e textures.
L’operazione di scansione è durata due mesi. Le sezioni stampabili di 100x180 cm sono state successivamente assemblate e ritoccate.
Pare non sia possibile distinguere questa copia dall’originale del Louvre ad occhio nudo.
Adam Lowe (1959), considerato oggi uno dei massimi innovatori nella mediazione digitale, è direttore e fondatore della Factum Arte, società madrilena all’avanguardia nella ricostruzione e riproduzione di opere d’arte, che, combinando l’utilizzo di apparecchiature sofisticate e tecnologie avanzate con la sapienza artigianale ha conquistato la fiducia di molti musei internazionali conducendo operazioni di grande rilievo storico artistico.
L’interesse che l’artista Lowe nutre nei confronti dell’aspetto filosofico delle sue operazioni artistiche si concretizza nelle collaborazioni con sociologi, storici, antropologi e semiologi.
Factum Arte ha condotto la totalità dei lavori di restituzione delle Nozze di Cana.
In concomitanza con l’apertura della mostra Il Miracolo di Cana: l’originalità della ri-produzione, la Fondazione Giorgio Cini, ripropone, come ogni anno nei Dialoghi di San Giorgio, un Convegno Internazionale che per l’occasione avrà il titolo Ereditare il passato. Traduzioni, traslazioni, tradimenti, innovazioni consentendo così a grandi intellettuali provenienti da tutto il mondo di indagare le pieghe di un tema così delicato.
Tra questi, parteciperanno Frederick Brenk, Carlo Ginzburg, Paolo Fabbri, Bruno Latour, Steven Feld, Joseph Koerner e Adam Lowe.
Gli incontri si svolgeranno nei giorni dal 12 al 14 settembre nell’Isola di S. Giorgio e saranno ad ingresso libero.
di redazione :venews
In September, to coincide with the opening of the Dialoghi di San Giorgio, this year on the theme Inheriting the past. Traditions, shifts, betrayals and innovations, the large work entitled The Wedding at Cana - now in Paris - painted by Paolo Veronese for the refectory of the Benedictine monastery in San Giorgio, will be back in Venice after 210 years.
Veronese's Wedding at Cana returns to San Giorgio island in Venice...
For the XLV Premio Campiello in Venice Fruttero, Agus, Zaccuri, Bugaro, Venezia: five great names for a high quality summer reading...
The exhibition of the year. After Paris and New York, Palazzo Ducale testifies the extraordinary role of Venice in the relationship between East and West.
Intervista a Pasquale Gagliardi, Segretario Generale della Fondazione Cini di Venezia.
