Sguardi plurali: Mestre e Marghera nel cinema
di Silvia Zanna | Candianinews
La città filmata è un viaggio cinematografico dentro la realtà urbana della Terraferma. Si tratta di un itinerario tra Mestre e Marghera tra tematiche industriali, ambientali, sociali o semplicemente di microstoria privata, attraverso una varietà di generi e punti di vista, dagli anni ’30 fino ad oggi.
La rassegna esordirà con la proiezione dei cinegiornali Luce e Incom, che, almeno fino agli anni ’50 costituiscono il veicolo d’informazione più diffuso nell’Italia pre-televisiva e che promuovono l’entroterra lagunare a luogo funzionale al rilancio della Venezia moderna, capitale culturale e turistica (Sansovino e Venezia).
Si proseguirà con i documentari governativi di Francesco De Feo (Quattro passi per Venezia), Ermanno Olmi (Venezia città moderna) e Joris Ivens (L’Italia non è un paese povero) e con nuovi temi legati alla fabbrica, al lavoro, al benessere. Negli stessi anni il cinema a soggetto (Il raccomandato di ferro) e le produzioni amatoriali (Il fenomeno Mestre) restituiscono il clima dell’Italia del boom di cui Mestre e Marghera sono protagoniste con un’area industriale tra le più grandi d’Europa.
Intanto il cinema a soggetto ed amatoriale degli anni ’60 e ’70 inaugura il tema della crisi dell’individuo nella società borghese (Chi lavora è perduto). Il cinema si apre quindi alla rappresentazione della città-periferia, luogo di esclusione da cui emergono i punti di vista critici e interrogativi degli antieroi (L’altro Dio).
I titoli dell’ultimo decennio, infine, sono in grado di rappresentare la volontà di recuperare la memoria di un passato recente (Porto Marghera: un inganno letale) e di mostrare un territorio protagonista di nuove trasformazioni antropologiche, morali ed economiche (Porto Marghera: gli ultimi fuochi, Il mio Paese).
Certamente sarebbe eccessivo voler sostenere che l’immagine di Mestre e Marghera al cinema documenta la nascita e la crisi della società e della città moderne ma non si può negare che l’immagine restituisca allo spettatore, con diversi linguaggi, il senso di un processo complesso che, con le sue macro e microstorie documenta il passaggio e attraversamento della città nel tempo.
Un’occasione di rilettura nata e pensata per sollecitare, attraverso il cinema, la curiosità verso la storia recente di un territorio in rapida trasformazione come quello dell’entroterra lagunare e soprattutto per ricondurre il cinema a una dimensione di bene partecipativo e collettivo al servizio del sapere e della conoscenza.
di Silvia Zanna
in "CandianiNews", numero 10, novembre 2007
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Now at its tenth edition, Mestre Film Fest invites the citizens of the town to live the urban space in an active way, going back to the original idea of film festival, which is linked to territory, participation and discovery.
