Roma e i Barbari in mostra a Palazzo Grassi

17-dic-2007
di Fabio Marzari | :venews

Roma e i Barbari in mostra a Palazzo Grassi1700 oggetti in mostra per uno storico puzzle a cavallo tra le campagne di Cesare e il secondo millennio: a Palazzo Grassi, dal 26 gennaio, arriva Roma e i Barbari.

Da dentro del Contemporaneo nell’arte, Palazzo Grassi diviene temporaneamente sede espositiva di un percorso importante nella storia, un ampio periodo della durata di mille anni, in cui si è formata l’identità del continente europeo.

Roma e i Barbari, la nascita di un nuovo mondo, l’ultima mostra legata alla guida di Jean-Jacques Aillagon, vuole proporre una visione differente di questi mille anni decisivi per quell’entità geografica oggi chiamata Europa, che troppo spesso celebra radici greche, romane ed ebraico-cristiane, scordando le proprie origini barbare, peraltro assai potenti e determinanti.

La mostra si concentra sui fenomeni che toccano più direttamente i territori dell’Europa occidentale, senza tralasciare i processi che, partendo dall’Oriente, hanno interessato anche l’Occidente.
Non va scordato il ruolo svolto dal Mediterraneo, fino all’avvento del mondo arabo musulmano, di ‘bacino’ naturale per un continuo scambio di uomini, merci e idee da Est a Ovest.
L’espansione in Europa, Africa, Asia ha permesso che l’impero Romano entrasse in contatto con altri popoli, sia testimoni di grandi civiltà come gli Egizi e i Persiani, sia dei cosiddetti Barbari.
I Romani, come prima avevano fatto i Greci, per barbari intendevano coloro di cui non comprendevano la lingua e che non erano organizzati in aggregati urbani e imperi territorialmente stabili.
Il rapporto di Roma con tali popolazioni era spesso caratterizzato dall’approccio tipico del dominatore con il sottomesso, come ricorda gran parte dell’iconografia imperiale romana.
Spesso però gli stessi barbari erano fautori di importanti vittorie sul piano militare.
Nel corso di più secoli, questo confronto ha significato per l’Impero la necessità di essere costantemente all’erta, tuttavia ciò ha permesso un’osmosi molto feconda tra il mondo romano e i differenti mondi barbari, creando nell’Impero un modello di civiltà aperta, quasi ‘accogliente’ nei confronti delle diversità di credo e usanze.
Roma diviene quindi un melting pot di popoli differenti, senza preclusioni verso l’accesso alle più alte cariche…

L’esposizione veneziana raccoglie circa 1700 oggetti, frutto della collaborazione tra Palazzo Grassi, l’Ecole Française de Rome, e la Kunst-und Ausstellungshalle di Bonn; sono circa 200 i prestatori provenienti da 24 paesi d’Europa, dagli Stati Uniti e dall’Africa, per quanto riguarda i prestiti tunisini relativi al regno vandalo di Cartagine.
Molti degli oggetti esposti sono considerati dei tesori nazionali; è il caso per esempio del tesoro di Beja in Portogallo, del reliquiario esagonale di Conques, o del tesoro di Childerico, conservato alla Biblioteca Nazionale Francese a Parigi, dell’evangeliario di Notger in Belgio, del ritratto presunto di Amalasunta conservato al Museo del Bargello a Firenze.
Numerosi sono gli oggetti presentati, come ad esempio il cofanetto di Teodorico, che per la prima volta dopo 1400 anni lascerà l’abbazia di Saint-Maurice in Svizzera per la mostra.
Alcuni di questi reperti sono frutto di scoperte recenti, come ad esempio il piede monumentale in bronzo di Clermont-Ferrand o il tesoro della tomba della dama di Grez-Doiceau di Namur, o ancora la lancia da parata di Cutry (Moselle, Francia).
Notevole è anche la presenza in mostra degli Scettri del Palatino (Roma), recentemente ritrovati.

Accanto agli oggetti archeologici è da segnalare che la mostra raccoglie rarissimi documenti manoscritti, tra i quali il Book of Mulling, gli evangeliari di Saint-Vaast e di Marmoutier, nonché il manoscritto di un Vangelo secondo San Giovanni in miniatura copiato in Italia tra il V ed il VI secolo.

Funzione di una mostra non è solo di proporre oggetti, per quanto significativi e preziosi, ma anche di aiutare a riflettere sul presente, partendo dalla lezione del passato.
Nell’Europa odierna in cui la convivenza tra culture differenti è complicata dalle troppe diffidenze e differenze reciproche, è comunque indispensabile trovare un dialogo comune, una koinè diàlektos.

 

di Fabio Marzari | :venews
dicembre 2007 

 

Roma e i Barbari. la nascita di un nuovo mondo
Dal 26 gennaio al 20 luglio 2008
Palazzo Grassi
Info tel. 041-5231680
www.palazzograssi.it

 


 

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