La Casa del Cinema di Venezia

7-gen-2009
di Silvia Zanna 

La Casa del Cinema di VeneziaAnche Venezia dopo Roma ha la sua Casa del Cinema:  50 posti per proiezioni in digitale e 10 postazioni per la consultazione individuale degli oltre 8000 titoli, tra film a soggetto e documentari, un terzo dei quali di ambientazione veneziana.

Prima che di un servizio si tratta di un’idea nata dalla volontà di rinnovare e implementare la Videoteca di Venezia, collocandola all’interno di una struttura organica fortemente identitaria e riconoscibile a livello culturale e cittadino.
La Settima Arte, quindi, come strumento attraverso cui rilanciare la città e il suo entroterra. Ma non solo. La Casa del Cinema, infatti, risponde a obiettivi ambiziosi: di offerta culturale, di produzione e di ricerca.

«Vogliamo che questa casa diventi un polo di aggregazione, un luogo di dibattito e di riflessione a partire dal cinema e dalla sua produzione filmica e bibliografica (…). Un patrimonio che cercheremo di rendere fruibile il più possibile, creando una rete internet collegata da qui al Centro Culturale Candiani di Mestre, a Ca’ Foscari o ad altre biblioteche, oppure attraverso un sistema di associazione anche via internet» ha dichiarato Roberto Ellero, direttore del settore cultura del Comune di Venezia e responsabile, oltre che delle attività cinematografiche di Venezia, del centro Culturale Candiani di Mestre.
La Casa del Cinema è un servizio pubblico, che va ad arricchire strutturalmente l’offerta e la programmazione cinematografica rivolta al cinema di qualità e indipendente del Circuito Cinema comunale. Ma è anche e soprattutto una sfida, se è vero che i nuovi tagli e le economie dovranno far fronte non solo alle rinnovate esigenze  ma anche, ci si augura, a un senso prospettico sulle cose, a una possibilità, cioè, di investire e di guardare al futuro della città e dei cittadini della terraferma veneziana.

Nell’epoca della multisala e del cinema fai da te, del cinema in casa e del cinema-telefonino, non è anacronistico, infatti, preservare uno spazio, minimo ma non di nicchia, dedicato alla visione e alla cultura cinematografica,  capace di diffondere e divulgare il valore dello spettacolo cinematografico e il senso del fare esperienza attraverso di esso. Tale prospettiva va perdendosi nell’era del cinema e della visione come merci di intrattenimento e spettacolo.
Un posto, quindi, dedicato ai film di qualità, alle produzioni indipendenti, a un modo di far circolare e vivere autori, epoche e idee; un luogo dove proporre anche una diversa modalità di fruizione cinematografica, alternativa a quella assoggettata ai ritmi e alle necessità temporali del linguaggio televisivo e continuamente rivolta a una sfrenata iperattività e libertà, che, nel corso dei decenni, ha eluso il concetto di pubblico, trasformando radicalmente la reazione dello spettatore e quella, come si è detto, del fare esperienza, secondo un codice di comportamento non più fondato sui valori della comunicazione, della ricettività e della condivisione collettiva.
L’obiettivo del progetto di ampliamento e potenziamento è quello di fornire un coordinamento a una struttura che pone nel cinema una risorsa culturale per la città e a cui dovrebbero aggiungersi, entro il 2011 le 3 sale del cinema Rossini.
«In poco più di dieci anni riusciremo a dare alla città d’acqua otto schermi: quando nel 1999 riaprimmo il Giorgione sembrava impensabile. Dopo l’Astra e prima del Rossini, la Casa del Cinema costituisce una tappa importante ma non definitiva» ha dichiarato Roberto Ellero.


Accanto alle proiezioni, infatti, la Casa del Cinema vuole proporsi come centro di dibattito e ricerca intorno ai temi legati alla cultura cinematografica, consolidando e dando continuità a quell'offerta culturale che dovrebbe trovare a Venezia con la Biennale e la Mostra d’Arte Cinematografica un contenitore ideale come centro di produzione di idee ma anche di servizi per quelle produzioni minori che transitano a Venezia.
Perché la storia della Casa del Cinema possa incontrasi profondamente e produttivamente con la storia e le risorse del territorio, innestando vita, quindi confronto, riflessione e soprattutto ricerca, anche attraverso le Università locali, è necessario che accanto alla storia di eventi ed incontri, ci sia una storia di collaborazioni e condivisione di obiettivi capaci di dare un ruolo sociale e produttivo importante a luoghi e idee come questa.
 
 
di Silvia Zanna 
 
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