Reyer, Veneziano dell'anno 2008

16-gen-2009
di Francesco Bergamo

Reyer, Veneziano dell'anno 2008E' la Reyer, storica società sportiva di Venezia, che domenica 18 p.v., presso le sale Apollinee del Gran Teatro la Fenice, riceverà l'ambito riconoscimento di “Veneziano dell'anno 2008”.

Questa volta la cerimonia assume un valore particolare: è il trentennale della manifestazione. Per l'occasione sono stati stampati degli inviti particolari e soprattutto, il fiore all'occhiello dell'associazione Settemari, il libro “Premio Veneziano dell'Anno”.
Il libro è la raccolta di tutte le storie personali dei premiati, dal 1978 al 2008, da Giorgio e Maurizio Crovato alla Reyer, ed è stato scritto da Galliano Lucchini e Giovanni Caniato.
E' un libro che serve per avere un'idea precisa di dove stia andando Venezia. La Cassa di Risparmio di Venezia ha contribuito economicamente alla sua stampa.

Domenica verrà consegnata la pergamena e la medaglia d'oro al presidente della Reyer Luigi Brugnaro e il discorso ufficiale verrà tenuto dal presidente del Casinò di Venezia avvocato Pizzigati, il quale ha un passato di giocatore di pallacanestro.
La Reyer verrà premiata ufficialmente con questa motivazione: “Per essere stata palestra di vita e di avviamento allo sport per intere generazioni di veneziani, dalla maestosa Misericordia al moderno Taliercio, ritornando oggi ai fasti e al prestigio dei suoi periodi d'oro, ravvivando mai sopiti entusiasmi, generando nuove convinte adesioni fra i più giovani e contribuendo alla integrazione delle due anime della città, di terra e di acqua.”

Il titolo di Veneziano dell'Anno è un po', volendo semplificare il concetto, il sintomo dei nostri tempi.
É la radiografia esatta sullo stato della città, sui suoi valori, umori, speranze e aspettative.
I premiati sono sempre persone o istituzioni che hanno operato per il bene della città e la cosa viene universalmente riconosciuta.

 

Presidente Borsato (del Comitato Promotore), potrebbe spiegarci come fa a scegliere il veneziano dell'anno?

“Sto attento ai fatti e alla vita della città. Poi traggo delle conclusioni e dei consuntivi e vedo cosa è successo durante l'anno di favorevole o di importante per la città. Se avessi dovuto scegliere con il criterio della scelta a maggioranza e non condivisa, avrei potuto innescare delle polemiche.
Per esempio, se avessi scelto l'architetto Calatrava (creatore del contestatissimo quarto ponte sul Canal Grande) avrei avuto metà a favore e l'altra metà no.
In realtà cerco un elemento che possa raccogliere l'attenzione generale e la condivisione da parte di tutti.”

Presidente Borsato, quello che risulta evidente è che con il suo lavoro lei è anche il termometro dell'opinione pubblica cittadina dell'anno.

“Vede, lei ha toccato il segno, perché noi, come Comitato promotore, riteniamo in qualche misura di essere interpreti della base cittadina.”
Ma tutto questo non sarebbe mai stato possibile se non ci fosse stato il forte appoggio della Cassa di Risparmio di Venezia. E quale occasione migliore se non quella di sapere dal presidente della banca le motivazioni profonde che hanno spinto la Ca.Ri.Ve. ad essere sempre a fianco della Associazione Settemari e del Comitato Promotore?

 

Presidente Sammartini, il premio alla Reyer non è stato dato perché lei forse giocava a pallacanestro vista la sua notevole altezza?

“No, (ride) seguivo ma non giocavo.”

Presidente, da quanto si capisce, il veneziano dell'anno è il termometro dell'opinione pubblica annuale. Lei, dunque, contribuisce a rilevare il polso della situazione, che è importantissimo per la città. Cosa ci può dire a tal riguardo?

“Sì, me ne sono reso conto da quando ho assunto l'incarico della presidenza della Cassa di Risparmio di Venezia. Ho fatto mio, in un certo senso, tutto quello che riguarda la città e la sua vita, soprattutto il mantenimento delle sue tradizioni: perché senza tradizioni non c'è futuro. E Venezia ne ha molto bisogno.
Venezia sta invecchiando e non ci sono più giovani. Ecco allora che noi cerchiamo di favorire la visione e l'attaccamento alla città per dare ai giovani un indirizzo, un esempio da seguire.”

Presidente, il libro a questo punto ha un notevole valore d'indirizzo e lei con la banca ha contribuito moltissimo al bene di Venezia.

“Sì, l'abbiamo sostenuta noi l'iniziativa e lo dico con piacere e con orgoglio, perché la Cassa di Risparmio ha sempre condiviso fin dalla prima premiazione lo spirito di questa iniziativa.
L'importante è che venga mantenuto vivo questo amore per la città, per il suo territorio e per la sua cultura. Per una manifestazione, trent'anni di storia non mi sembrano pochi, se guardiamo la popolarità che ha raggiunto e il riconoscimento del pubblico e soprattutto gli stimoli che ha dato infondendo l'amore per la città, per la venezianità e la riflessione sul nostro futuro, credo che non ci sia occasione migliore.”

 

di Francesco Bergamo | redazione meetingvenice

 

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