Orti e chiostri medievali
"Un giardino chiuso tu sei, sorella mia Sposa; un giardino chiuso, una fonte sigillata!" così viene descritto nel Cantico dei Cantici l'Hortus conclusus , il giardino che domina in tutto il Medioevo. Un posto carico di simbologie religiose e laiche: la sua forma quadrata riflette i quattro angoli dell’universo, il suo centro è costituito da un albero (albero della vita) oppure dal pozzo o fonte (fonte di sapienza, simbolo del Cristo e dei quattro fiumi del paradiso).
All'interno dei chiostri questi giardini segreti ospitano fiori e frutti densi di significati simbolici:
la rosa, fiore sacro a Venere, rappresenta la Vergine, ma anche simbolo del sangue divino; il giglio, nato dal latte versato da Giunone mentre allattava Ercole, è il simbolo della purezza e della povertà; le violette sono simbolo della modestia e dell’umiltà; la palma, simbolo della giustizia, vittoria e fama; il fico simbolo della dolcezza, della fertilità, del benessere, della salvezza ; l'olivo, simbolo della misericordia, pace, e perfino il trifoglio che allude alla trinità.
Redentore: gli orti del Redentore si trovano dietro
l'omonima chiesa e sono gestiti dall'Ordine dei Frati Cappuccini.
Ricoprono un'area di un ettaro e sono suddivisi in aiuole ognuna con le
proprie coltivazioni. Vi si ritrovano viti e ulivi da cui i frati
producono vino e olio, alberi da frutto come meli, peschi, fichi e
ortaggi come carciofi, lattughe ed erbe aromatiche. Un boschetto di
olmi, cipressi e lecci caratterizza il vicino giardino novecentesco
affacciato sulla laguna.
Indirizzo: Giudecca 104
San Francesco della Vigna: nel sestiere di Castello, in
una zona non molto frequentata dai turisti, sorge quest'oasi verde e
silenziosa gestita dall'Ordine dei Frati Minori. Il nome stesso, San
Francesco della Vigna, ci suggerisce il tipo di coltura, la vigna
appunto, che fu donata ai Frati nel 1253 da Marco Ziani, figlio del
doge Pietro. Oggi è un orto di clausura, non accessibile al pubblico,
che conserva le caratteristiche della tradizione grazie la lavoro dei
frati.
Dove oggi sorge il convento e la chiesa, un tempo esisteva una
chiesetta dedicata a San Marco perché, secondo la tradizione, questo fu
il luogo in cui all'Evangelista fu profetizzata la fondazione di
Venezia da parte di un angelo che lo apostrofò con le parole “Pax tibi
Marce evangelista Meus!”. Queste parole le ritroviamo oggi nello stemma
della città, su un libro che il leone di San Marco tiene aperto con una
zampa.
Indirizzo: Castello 2786
San Michele in Isola: uno dei “giardini del silenzio” di
Venezia, il cimitero di San Michele sorge sull'isola omonima ben
visibile dalle Fondamente Nuove, con le chiome di tassi e cipressi che
si affacciano dalle mura di cinta. A fianco di allori, querce, aceri,
magnolie, pini e roseti riposano le spoglie di personaggi illustri e
della popolazione veneziana.
“Il cimitero del paese, con le sue tombe rivolte verso il mare,
indifferente al frangersi sonoro delle onde...un paesaggio maestoso per
umili definitive memorie” Marcella Serrano “L'albergo delle donne
tristi”
Indirizzo: Isola di San Michele
Scuola Vecchia della Misericordia: questo giardino si
trova nel sestiere di Cannaregio, in quello che era il convento degli
agostiniani della Misericordia e in seguito Scuola, ovvero associazione
di carità e devozione. Dal 1974 è sede del laboratorio di restauro
della Soprintendenza Speciale per il Polo Museale Veneziano.
http://www.artive.arti.beniculturali.it/Misericordia/Frame_Scientifico.htm
L'area verde di questo complesso occupa una superficie di 2300 mq ed è
attraversato da due camminamenti segnati da una doppia siepe di rose
rosse e parzialmente ombreggiati da viti e glicini. Ci sono inoltre
cipressi, allori, oleandri e uno splendido esemplare di Rosa Mermaid,un
ibrido dai fiori a corolla deliziosamente profumati che possono
raggiungere i 15 cm di diametro.
Indirizzo: Cannaregio – Fondamenta dell'Abbazia 3553
