Itinerari eno-gastronomici
La cucina veneziana
ha una grande, millenaria tradizione, che ne fa una delle più varie e
pregiate del mondo.
Essa è legata al particolare territorio della città
lagunare, in cui acqua e terra si compenetrano strettamente, e alla sua
grande storia fatta di dominazioni e di intense attività commerciali
con l'Oriente e con paesi molto lontani...
Poiché la Serenissima è adagiata sulla laguna, circondata da canali e isole, ecco che la sua cucina è ricca di piatti di pesce: dal pesce “povero” ma squisito, come le sarde, a quello saporitissimo, come le anguille, fino ai pesci più delicati e pregiati, come la sogliola e il branzino.
Dalle abbondanti pescate della Serenissima viene la tradizione del saor:
per conservare il pesce, soprattutto per i lunghi viaggi che i marinai
dovevano affrontare in mare, lo si cuoceva con olio, aceto e cipolle.
Nella cucina dei dogi il pesce ha sempre avuto un posto di primo piano:
tant’è che già nel lontano 1173 la legge annonaria (emanata dal doge
Sebastiano Zini) che fissava i prezzo massimi delle derrate alimentari
dedicava un’attenzione particolare al pesce.
Ma non dimentichiamo anche i prodotti della terra, come i frutti e gli ortaggi delle isole di Sant’Erasmo, delle Vignole e del litorale del Cavallino-Treporti: in primavera ed estate le castraure (piccoli carciof), i piselli e i deliziosi asparagi e in autunno la zucca e il radicchio.
La tradizione eno-gastronomica veneziana, basata su ingredienti poveri, ma
comunque raffinati perché insaporiti con ingredienti ereditati da
altre culture, soprattutto orientali (pepe, cannella, chiodi di
garofano, noce moscata), sono la testimonianza più tangibile ancora oggi della storia e delle tradizioni della città.
Un caso esemplare è il vino che le terre lagunari non erano in grado di
produrre e che quindi veniva importato, il più famoso è il Malvasia,
proveniente dall'Egeo e dal Mediterraneo Orientale (si chiamava infatti
"vino navigato", per dire che arrivava
viaggiando nelle stive delle navi e invecchiava a bordo), così comune a Venezia da dare il
nome a ponti, calli e campielli, ma anche ad osterie e spacci di vini.
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It's common knowledge that Venice has for centuries been an authentic door of the interchange between the Far East and the West; this opens a series or arguments and a long walk backwards that plaits the history of art, religious gatherings and the presence of many communities in the city which enrich our culinary culture.
From Dorsoduro to Giudecca.
From Cannaregio to Castello, among bacari (inns), ombre ( glasses of wine) and cicheti (snacks)
