Chiesa di San Giobbe

Chiesa di San GiobbeLa Chiesa di San Giobbe si trova nel sestiere di Cannaregio, all'altezza del Ponte dei Tre Archi, affacciata sul campo omonimo detto di Sant'Agiopo.

Nel 1378, per volontà del nobile Giovanni Contarini, venne eretto in questa zona un piccolo ospizio per gli indigenti con annesso oratorio (ancora visibile). Qualche anno dopo, nel 1428, la  figlia Lucia, insieme ai Frati Minori Osservanti, creò il primo ospedale intitolato a San Giobbe che in seguito venne trasformato, grazie al supporto del predicatore Bernardino da Siena e del futuro doge Cristoforo Moro, nell’attuale chiesa.

I lavori per la realizzazione dell’edificio sacro iniziarono nel 1450 (la chiesa fu consacrata nel 1493) e furono eseguiti da due architetti allora attivi a Venezia: Antonio Gambello e Lorenzo di Gian Francesco.
Per quanto riguarda il completamento e la decorazione del nuovo tempio francescano, i lavori furono affidati al grande scultore Pietro Lombardo. A lui si deve tutta la parte scultorea dell’interno della chiesa, ma sopratutto il portale d’ingresso sul cui arco posizionò tre statue rappresentanti tre importanti figure dello spirito francescano: al centro il predicatore San Bernardino da Siena, a sinistra il vescovo di Tolosa San Ludovico (a Venezia conosciuto come Sant’Alvise) e a destra il predicatore e teologo Sant’Antonio da Padova.

Entrando all’interno della chiesa, ad un’unica navata, si può notare un’asimmetria: la parete sinistra è ricca di cappelle, mentre la parete di destra è lineare con quattro isolati altari. Questo perché dal lato destro non era possibile costruire perché la chiesa poggiava sul preesistente monastero. Questa asimmetria venne in parte corretta con delle pale d’altare di Marco Basaiti, Giovanni Bellini e Vittore Carpaccio che però nel 1815 vennero trasferite alle Gallerie dell’Accademia per volere del governo austriaco.
Gli altari sono, in ordine:

  • altare della famiglia Foscari, col quadro San Pietro d'Alcantara e altri Santi di Antonio Zucchi (1750);
  • altare dedicato a San Giobbe, col quadro di Lattanzio Querena Teofania di San Giobbe (1822);
  • altare della famiglia Sanudo con opera di Bonifacio de Pitani Vergine col Bambino in gloria con altri Santi (1543);
  • altare della Confraternita dei Gondolieri e barcaroli del traghetto di Marghera, con l'opera di Paris Bordon I Santi Andrea, Pietro e Nicola da Bari (1565).

Al termine della navata troviamo il presbiterio, di forma perfettamente quadrata, sovrastato da una cupola semicircolare decorata al centro con l’immagine divina del Padre Eterno e, ai quattro angoli, con le raffigurazioni dei Quattro evangelisti, al quale si accede attraverso un arco trionfale circondato dalle statue de l'Arcangelo Gabriele e L'Annunciazione.
Davanti all’altare, dedicato a Bernardino da Siena, riposano le spoglie di Domenico Moro, che volle essere sepolto a piedi scalzi e vestito con l’abito francescano, mentre ai suoi piedi troviamo la tomba del cardinale Marco Antonio Da Mula. Ai lati del presbiterio sono visibili due cappelle: quella di sinistra fu ordinata da Francesco Marin e quella di destra da Pietro Corner.

La chiesa, il cui monastero venne abbattuto nel 1812 per diventare, assieme alla sua vigna, Orto Botanico, fu chiusa per molti anni, per poi riaprire come sussidiaria di San Geremia e poi nel 1952 come sede parocchiale.
 

Informazioni

Visite: da lunedì a sabato dalle 10.00 alle 16.45
Ingresso a pagamento
Telefono: 041 715881
Orario Celebrazioni:prima festiva 18.00; festive 10.00; feriali 17.30 (invernale) - 18.00 (estivo)
Durante le celebrazioni le visite turistiche sono sospese

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