Aperitivi: lo Spritz e il Bellini

Aperitivi: lo Spritz e il Bellini A Venezia l'aperitivo è un rito che riempie i bar e le osterie (i bacari) della città, un appuntamento immancabile in nome della tradizione. L'aperitivo veneziano più conosciuto al mondo è il Bellini, ma il più diffuso e consumato in città è sicuramente lo Spritz.


Lo Spritz è l'aperitivo veneziano per eccellenza. Chiunque venga in città deve assolutamente provarlo. Ormai diffuso in tutto il Trivenento e anche altrove, questo aperitivo alcolico si compone di vino bianco, generalmente prosecco, acqua gassata o seltz, scorza di limone o arancia, e, a seconda dei gusti, Campari, Cynar, Aperol o Select che ne determinano la tipica colorazione rossa.

Le origini di questa bevanda sono ignote, ma sembra che siano stati i soldati dell'impero austroungarico di stanza nella Repubblica Serenissima a decretarne la nascita. Si dice infatti che questi allungassero i vini veneti con del seltz per diminuirne la gradazione alcolica. La diffusione della bevanda anche in Ungheria, Slovacchia, Slovenia, Croazia e Romania, ovvero in territori dell'ex monarchia austroungarica, e il suo stesso nome, che dovrebbe derivare dal verbo tedesco spritzen, spruzzare, dal gesto di allungare il vino con l'acqua, sembrano avvalorare quest'ipotesi.

A Venezia, ma anche in tutto il Veneto, lo Spritz è un rituale irrinunciabile ed è spesso accompagnato da cicheti, gli stuzzichini veneziani. Nel tardo pomeriggio date un'occhiata ai bar e alle osterie della città, di sicuro noterete moltissime persone col bicchiere pieno di un liquido rossastro, lo spritz appunto.


Il Bellini, storico long drink di Venezia a base di vino bianco frizzante (champagne o prosecco) e polpa frullata di pesca bianca, fu inventato negli anni '40 da Giuseppe Cipriani, barman dell'Harry's Bar. Al giorno d'oggi è uno dei più noti cocktail italiani tanto essere uno dei cocktail ufficiali dell'Associazione Internazionale Bartender.

A partire dagli anni '80 viene anche prodotto industrialmente in bottiglia da una casa vinicola di San Donà di Piave in provincia di Venezia che lo distribuisce in tutto il mondo. Si dice che Cipriani gli diede questo nome perché il colore rosato gli ricordava il colore di una toga in un dipinto diel pittore Giovanni Bellini.
La ricetta originale prevede l'utilizzo delle pesche bianche, ma data la loro diffusione non vastissima, vengono spesso usate le pesche gialle oppure succhi o liquori a base di pesca.

Inoltre esistono alcune varianti che utilizzando altri frutti:
Rossini a base di fragola. Il nome è in onore del compositore Gioacchino Rossini;
Mimosa a base di spremuta d'arancia. Fu creato da Mr McGarry, barman al Buck's Club di Londra nel 1921;
Tintoretto a base di melograno. Il nome è in onore del noto pittore veneziano.

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