Imbarcazioni veneziane
L’antica tradizione marinara veneziana ha prodotto una vastissima tipologia di imbarcazioni, ognuna delle quali si è adattata ad un particolare uso: per la pesca, per il trasporto merci o persone e per le regate.
Queste imbarcazioni, tutte rigorosamente in legno, hanno subito nel corso dei secoli delle modifiche strutturali che le hanno rese adatte a navigare nel particolare territorio lagunare fatto di stretti canali e di fondali molto bassi. Inoltre, forma e dimensioni sono state influenzate da diverse esigenze di carico e dalla particolare tecnica di voga ad un remo sviluppatasi con successo nell'area veneta. Là dove altre barche sono in difficoltà o rischiano
addirittura di incagliarsi, loro filano via veloci e silenziose spinte solo dalla forza del vogatore.
L’abilità con cui i vogatori riescono a manovrarle è una vera e propria arte che si tramanda di generazione in generazione: con una tecnica raffinatissima riescono a farle scivolare eleganti sull’acqua, a serpeggiare tra le innumerevoli imbarcazioni a motore che affollano i canali e a resistere al sempre più sentito problema del moto ondoso.
La gondola, il sandolo, la mascareta, la caorlina, il pupparino ecc sono tutte sprovviste di chiglia e con il fondo piatto, non a caso sono le barche più usate nella voga alla veneta. Tutte sono invece provviste di forcola (scalmo): un unico pezzo di legno di forma particolare sul quale il gondoliere appoggia il remo per imprimere alla gondola qualsiasi direzione di moto (esistono un’infinità di forme di forcole, in relazione al tipo di barca, alla posizione del rematore, a seconda che si tratti della versione da lavoro, da passeggio o da regata).
Quasi tutte queste imbarcazioni a remi, che vengono costruite negli "squeri" da abili "squeraroli" o "maestri d'ascia", posono essere condotte con un motore fuoribordo, raramente con uno entrobordo, e tutte possono essere armate con una vela al terzo (l'antenna superiore della vela è fissata all'albero a circa un terzo della sua lunghezza. La vela non ha forma triangolare ma trapezioidale). Vengono parcheggiate in cavana, ovvero in un posto coperto e riparato (il nome probabilmente deriva da capanna) ricavato nel corpo degli edifici, nei cantieri o all'aperto, negli stazi acquei.
Ma veniamo alle imbarcazioni vere e proprie, qui di seguito troverete un elenco di quelle a remo più diffuse, o quanto meno quelle che fino a qualche tempo fa erano facilmente visibili in laguna:
Batèla: barca da carico veneziana simile al sandolo, ma molto più grande e capiente, con la poppa a specchio e l’asta di prua curva e distesa in avanti come quella del tòpo. Di costruzione solida ed economica, è ormai quasi del tutto scomparsa. Fino a qualche tempo fa era la barca tipica dei muratori. I vogatori trovavano posto sopra la coperta di poppa. Deriva dalla più antica batèla a còa de gàmbaro.
Bucintoro: l’imbarcazione di rappresentanza del doge di Venezia, sul quale si imbarcava il giorno dell’Ascensione per celebrare il rito dello sposalizio con il mare (Festa della Sensa). Sontuosa e ricca di sculture, dorature e intagli, era composta da due ponti: uno inferiore in cui trovavano posto i rematori e uno superiore riservato al Doge. Si suppone che il suo nome, nella sua forma arcaica Bucentaurus, abbia risonanze mitologiche: Boukentauros (grosso centauro) era infatti secondo Virgilio il nome di uno dei vascelli di Enea e sembra che sulla poppa dei primi Bucintoro figurasse per l’appunto la statua di un centauro.
Caorlina: originaria di Caorle, questa imbarcazione può essere vogata da uno o più rematori. La sua particolarità consiste nell’avere poppa e prua uguali e rialzate. Col passare degli anni ha conservato intatte le sue forme originali, come si può vedere da antiche stampe del sedicesimo secolo. Un tempo era adibita al trasporto di merci e materiali, per la notevole capacità di carico e velocità, e per un particolare tipo di pesca, ancor oggi praticata, detta a seragia. Oggi invece è quasi del tutto scomparsa, la si può vedere quasi esclusivamente durante il Palio dei Sestieri nel corso della Regata Storica. Le sue misure sono: lunghezza 9,00 mt, larghezza 1,56 mt, larghezza del fondo: 1,18 mt, altezza alla mezzabarca: 0,56 mt, peso: 3,8 q.li circa.
Gondola: tradizionale imbarcazione veneziana per il trasporto delle persone. Di struttura asimmetrica, con il lato sinistro più largo rispetto a quello destro, in modo che il centro di gravità è spostato su questo lato. Poiché la barca tende a ruotare verso sinistra
in virtù della spinta del remo, l´inclinazione a destra contrasta
questa tendenza. Per saperne di più sulla gondola consultate l'articolo ad essa dedicato .
Gondolino: variante della gondola, molto veloce e molto difficile da vogare, viene usato quasi esclusivamente per la Regata Storica. Il suo utilizzo per le gare ne ha condizionato l’evoluzione in direzione opposta rispetto a quella della gondola: se quest’ultima è diventata sempre più asimmetrica e rialzata per rendere più semplice il lavoro del gondoliere e per far fronte ad onde sempre più alte, il gondolino invece è diventato sempre più basso e simmetrico per sfruttare l’acqua piatta e la forza dei due vogatori.
E’ sul gondolino che si disputa la gara più attesa della regata, quella che decreta i veri campioni del remo. Fece la sua prima apparizione (nella versione moderna) nel 1825. Le sue misure sono: lunghezza metri 10,5 fuori tutto, larghezza m. 1,1, larghezza del fondo m. 0,65, altezza a mezza barca m. 0,36, peso q. 1,6 circa.
Gondolone: variante della gondola usata fin dal Trecento per il trasporto delle persone da una riva all’altra del Canal Grande (traghetto). E’ particolarmente capiente e il suo nome varia a seconda del numero dei vogatori che la spingono: 12 Dodesona (dodexe), 14 Quatordesona (quatordexe), 18 Disdotona
(disdoto). Tipicamente queste imbarcazioni sono di proprietà delle
società remiere che le usano durante i cortei storici. La Regata
Storica è infatti uno dei momenti migliori per ammirare queste grandi
imbarcazioni.
Mascareta: è un tipo di sandalo leggero, un tempo utilizzato principalmente per la pesca e per il diporto lagunare. Si dice che il nome derivi dal fatto che le dame da compagnia che utilizzavano questa imbarcazione solevano uscire mascherate, da qui il nome mascareta. Ora la si utilizza principalmente per le regate. Ha una lunghezza che può variare tra i 6 e gli 8 metri circa, dipende dal numero di vogatori, che possono andare da 1 a 4. È larga al massimo un metro e 18 centimetri, la fiancata invece è alta 38 centimetri.
Peata: imbarcazione da carico con poppa e prua rotonde. Di grandi dimensioni, veniva utilizzata per il trasporto di qualsiasi merce. Debitamente addobbata, la si poteva vedere trasportare le autorità anche durante le manifestazioni e le regate. Al giorno d'oggi la possiamo ammirare quasi esclusivamente in occasione della Regata Storica.
Pupparino: variante veloce del sandolo, è imbarcazione da diporto, usata un tempo da alcune famiglie patrizie veneziane come barca de casada, ovvero come imbarcazione privata di famiglia, in alternativa alla gondola. Può ricordare quest'ultima per via della forma asimmetrica, per l'alta postazione del poppiere sulla coperta e per la forcola col comio. Il pupparino può essere utilizzato a due remi ed anche a quattro. Il nome pupparin deriva dalla forma della poppa su cui il rematore sale per vogare ed è una delle barche più usate nelle regate ad uno o due vogatori. Le sue misure sono: lunghezza 10,20 metri, larghezza 1,25 metri e pesa circa 2 quintali.
Sandalo: è una delle più diffuse imbarcazioni della laguna, è solida, capiente e maneggevole. È una barca di modeste dimensioni, la sua lunghezza varia dai 7 ai 9 metri e secondo l’uso varia anche il suo nome: puparin, sampierotoa, sc’iopon ecc. Una volta veniva usato principalmente per la pesca, ma oggi la si usa anche per diporto, trasporto di persone o di carichi modesti e per regate. Generalmente lo si vede utilizzare per il trasporto dei turisti, dipinto di nero dotato di parécio (cioè con poltroncine, divanetto centrale, cavalli dorati sui lati, ecc.), viene dai turisti facilmente scambiato per la gondola, di cui svolge le stesse funzioni. Si può considerare la barca "di base" della Laguna Veneta, in quanto molte delle altre imbarcazioni sono derivate da questa sotto alcune modifiche atte a cambiarne la funzionalità.
Sanpierota: imbarcazione che prende il suo nome da San Pietro in Volta, uno dei borghi dell'isola di Pellestrina.
Si tratta di un'evoluzione del sandolo; la sua linea ricorda quella
della topa ma rispetto a quest'ultima è più corta, larga e bassa di
bordo. Ha prua alta e ampia per meglio affrontare le onde nelle bocche
di porto. Tipicamente barca da pesca, con vela al terzo, ma usata anche a remi, spinta da due rematori, uno a poppa e uno a prua, oppure da uno solo a poppa con un remo, o con due remi nella vogata detta alla "valesana".
S’ciopon: è il più piccolo tipo di sandalo, molto leggero e per questo utilizzato per la caccia tra le barene nella Laguna Veneta. Il suo nome infatti deriva dallo s'ciopo, ovvero dalla spingarda impiegata nella caccia. Questo fucile veniva adagiato da prua a poppa e caricato con polvere nera e mitraglia. Tipicamente, lo s'ciopon viene manovrato con la voga alla valesàna, ovvero a due remi (per vogatore) tenuti incrociati.
Topo: è un’imbarcazione usata per il trasporto merci. Quello che vediamo oggi nei canali è la sua versione motorizzata, il mototopo, l'equivalente del furgone da trasporto in terraferma, infatti a Venezia incontriamo le più note compagnie di trasporto come ad esempio i corrieri espressi che utilizzano questa imbarcazione per eseguire le consegne in città.
Esiste poi la topa, variante da diporto e più piccola del topo, con la poppa a specchio invece che tonda.
Non dimentichiamoci poi le imbarcazioni della flotta Actv, che costituiscono i mezzi di trasporto più comuni al giorno d’oggi in laguna. Ovviamente si tratta di barche a motore.
Vaporetti: imbarcazioni spinte da motore diesel (anche se è rimasta l'antica dizione usata quando viaggiavano a vapore), a ponte unico, aperte a prua e con la plancia posta nel corpo centrale, in posizione lievemente appruata. Navigano principalmente lungo il Canal Grande.
Motoscafi: imbarcazioni create per navigare in canali minori, difficilmente attraversabili dai più grandi vaporetti. Rispetto a questi ultimi, oltre ad essere più snelli, sono anche più bassi. Grazie alla loro forma affusolata sono molto veloci e maneggevoli anche a pieno carico.
Motonavi: le unità maggiori della flotta Actv, si tratta di vere e proprie navi con tre ponti utilizzate per il collegamento fra Venezia e le isole: Lido, Punta Sabbioni, Murano, Burano, Torcello e Treporti. Alcune delle unità attualmente in uso sono state recuperate dopo che durante la guerra erano affondate. Una curiosità: tutte le motonavi sono riconoscibile grazie ad un nome proprio che viene loro assegnato: Eraclea, Altino, Concordia, Poveglia, Sandra Z. ecc
di Maria Giulia Palazzo | Redazione VeneziaSi
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La gondola è l'imbarcazione veneziana più antica e conosciuta nel mondo.
La Festa della Sensa è una delle più antiche celebrazioni veneziane: si svolge ogni anno a maggio, il giorno della festa dell’Ascensione, data in cui si celebra il simbolico Sposalizio di Venezia col Mare in memoria di due importanti vittorie della flotta navale veneziana, facendo così rivivere la millenaria storia della Serenissima, il suo
rapporto privilegiato con il mare e con la pratica della Voga alla
Veneta.
La mobilità a Venezia è garantita da due unici sistemi di viabilità, quello delle vie d'acqua e quello dei percorsi pedonali. A Venezia esistono infatti solo due modi di muoversi: a piedi o in barca!
