Per gli appassionati della
settima arte, ma non solo, la scoperta di Venezia attraverso i luoghi del
cinema può rivelarsi un’avventura tanto entusiasmante quanto interminabile, le
cui tappe rischiano di diventare infinite…
Per questo il nostro itinerario toccherà solo alcuni tra i luoghi più celebri che hanno ispirato i cineasti di tutto il mondo e, sulle tracce dei più noti set cinematografici cittadini, vi proponiamo
un percorso da fare in una giornata, a piedi e in vaporetto, alla scoperta di una Venezia
vista attraverso gli occhi dei registi: un po' eterna, di certo sensuale, a volte decadente o surreale,
una città che con il cinema ha da sempre un rapporto elettivo e non solo
perché ospita -a settembre, al Lido di Venezia- la celebre Mostra d’Arte Cinematografica,
inventata dal Conte Volpi, primo festival cinematografico del mondo e anche l’unico fino al
dopoguerra.
1° tappa: (1 h) Iniziamo
il nostro itinerario salendo sul vaporetto numero 1 dalla stazione
ferroviaria di Santa Lucia, punto di partenza per percorrere il Canal
Grande, arteria principale della città su cui si affacciano i palazzi
più belli di Venezia e da cui si possono godere i punti di vista più suggestivi per
ammirare i luoghi-simbolo del cinema.
Non a caso il Canal Grande ha costituito uno dei
principali set cinematografici a cielo aperto dove sono stati girati alcuni tra
i film che hanno segnato la storia cinematografica della città.
Lungo il Canal
Grande vediamo infatti il grande Alberto Sordi nella divertente commedia italiana
di Dino Risi Venezia, la luna e tu (1958). Un Alberto Sordi in versione gondoliere e con
tanto di parlata veneziana che trasporta in gondola giovani e avvenenti
turiste, suscitando la gelosia della fidanzata la quale, per vendicarsi, si fa
corteggiare dal motoscafista Nino Manfredi.
Alla Ca’ d’Oro sono state
invece girate alcune riprese del film Giulietta e Romeo di Renato
Castellani (1954), mentre nei pressi di Rialto avviene il ritrovamento
del cadavere che fa scaturire le vicende di Ombre sul Canal Grande, film
del 1951 di Glauco Pellegrini, regista noto anche per i suoi documentari realizzati su
Venezia.
Sempre lungo il Canal Grande si
affaccia il sinistro Palazzo Pisani, set di A Venezia… un dicembre rosso
Shocking (1973), un thriller psicologico di Nicolas Roeg in cui due genitori
cercano di superare il dramma della morte della figlia trasferendosi in una città lagunare cupa e inquietante.
Lungo il Canal Grande scorrazzano
anche i due protagonisti di Identificazione di una donna, film del 1982
di Michelangelo Antonioni, che finiscono per approdare all’Hotel
Gritti, teatro degli spettacolari inseguimenti di
un’affascinante Roger Moore in versione 007 veneziano, che ritroviamo alla fine
degli anni settanta in Moonraker di Lewis Gilbert.
E’ invece una Venezia malinconica,
crepuscolare, avvolta in una nebbia perenne quella che ospita la tormentata
storia d’amore tra Florinda Bolkan e Tony Musante nel celebre e indimenticabile Anonimo
Veneziano (1970) di Enrico Maria Salerno, cui il ben noto concerto per oboe di Benedetto Marcello fece da colonna
sonora. Le scene
del film ripercorrono i luoghi-simbolo della città: l’Accademia, dove
sono ambientati i flash-back degli amori giovanili dei due protagonisti, il Canal Grande, il bacino
San Marco, spettatori silenziosi della struggente storia d'amore tra i due che si dipana tra
malinconiche giornate uggiose e scene melodrammatiche.
Nei pressi della chiesa
della Salute Steven Spielberg ha girato nel 1989 Indiana Jones e
l’ultima crociata, il terzo capitolo della serie, ottenendo addirittura il permesso di
bloccare la circolazione pedonale per girare alcune scene.
La
maestosità di questa chiesa fa da sfondo anche all’intervista della scrittrice Susan Sontag sul mistero
dell’identità di Zelig nell’omonimo film (1983) di Woody
Allen, che rende il suo personale omaggio all'amata città ambientandovi
anche un altro suo lavoro, il musical Tutti dicono I love you del 1996, girato tra il lussuoso Hotel Danieli e le
calli di una Venezia fascinosa e un po’
glamour.
2° tappa: (1 h) Scendiamo
dal vaporetto in Piazza San Marco, cuore pulsante della città e scenario
d’eccellenza di molti celebri film, ricostruita persino nel
recente cartone animato di Pascal Morelli Corto Maltese-Una ballata del mare
salato (2003), omaggio al grande Hugo Pratt e al suo celebre marinaio.
A Palazzo Ducale sono legate le trasposizioni
cinematografiche dell’Otello di Shakespeare, di cui ricordiamo le
versioni più famose realizzate da Orson Welles (1952) e Franco Zeffirelli
(1986), mentre è una piazza San Marco spettrale e minacciosa quella che
fa da sfondo alle efferatezze di un raccapricciante Klaus Kinski, che
interpreta Nosferatu a Venezia (1988) nel delirante film di Augusto
Caminito.
Incamminandoci verso la riva
degli Schiavoni incontriamo il ponte dei Sospiri, altro luogo-simbolo
della città nonché teatro del romantico finale di un altro episodio in cui
l’agente 007 porta in gondola la sua ultima
conquista sotto il ponte dei Sospiri nel film Dalla Russia con amore (ma questa volta ad
interpretarlo c’e un fascinoso Sean Connery!).
3° tappa: (1 h 30’) Dopo
questa tappa in Piazza San Marco riprendiamo il vaporetto e facciamo una
puntatina nella vicina isola della Giudecca, sede nel 1943 degli stabilimenti cinematografici del regime. Qui nel 1983 il veneziano Tinto
Brass ha ambientato il suo celebre film erotico La chiave, ispirato all'omonimo
romanzo di Tanizaki, ricreando in laguna, davanti alla chiesa del
Redentore, una Venezia degli anni trenta con tanto di neve finta.
Da qui
possiamo passeggiare fino alla fine della fondamenta della Giudecca da cui è
possibile scorgere la vicina isola di San Giorgio, teatro di
alcune inquadrature di La Morte a Venezia, storico film di
Luchino Visconti di cui riparleremo alla prossima tappa.
Davanti all’isola di
San Giorgio, in una zona di Venezia che oggi non esiste più, è ambientato anche
Il canale degli angeli (1934), unico film di Francesco Pasinetti, documentarista
veneziano, cui la città ha intitolato l'omonima videoteca.
Nell'isola di San Giorgio, più precisamente nel silenzio del monastero benedettino che si trova nell'isola e nella quiete del suo magnifico chiostro, è stato recentemente ambientato anche l'ultimo film di Saverio Costanzo, in concorso al Festival di Berlino: In Memoria di Me (2007), racconto di un percorso esistenziale tutto interiore alla ricerca della spiritualità.
Arrivati fin qui potrete fare una sosta nel ristorante da Cip's e, se il tempo lo consente, godervi una pizza (più economica di un vero e proprio pranzo) seduti nel più bel plateatico di Venezia, dal quale si ha una splendida vista su San Giorgio e sulla laguna davanti a San Marco.
4° tappa: (1 h) Dopo
questa pausa riprendiamo il nostro itinerario nei luoghi del cinema salendo
su un vaporetto che ci riporta in Piazza San Marco, da dove ci spostiamo
al vicino Teatro La Fenice, ricostruito com’era dopo l’incendio del 1996 che l’aveva
completamente distrutto e da poco restituito alla città.
Dopo la
riapertura ogni giorno è possibile effettuare visite guidate all’interno del teatro.
Anche se il teatro è stato completamente rinnovato, guardando
il palcoscenico, le logge e lo scalone non potrete non rivivere le
scene iniziali del fortunato film di Visconti, Senso (1954), che si apre
sulle note del Trovatore di Verdi.
A questa città decadente che fa da sfondo a crisi esistenziali e drammi amorosi si contrappongono invece le scene del recente film di Soldini, Pane e tulipani (2000) che ritrae luoghi meno conosciuti di una Venezia minore, divertente e un po' fiabesca, nella quale si riflettono la gioia di vivere di una solare Licia Miglietta e dei suoi abitanti.
di Roberta Nalesso
redazione VeneziaSì

Archivio pubblico attivo da gennaio 2003 e destinato
a raccogliere, catalogare, valorizzare il patrimonio audiovisivo riguardante
Mestre, Marghera, la terraferma comunale di Venezia e non solo. Dodici postazioni per le consultazioni individuali dotate di televisore
21 pollici, DVD, VHS e doppia cuffia, una postazione PC per accedere
al catalogo informatizzato, per le ricerche guidate e il collegamento
all'archivio informatizzato dell’Istituto Luce per la visione
sul posto dei materiali conservati (200.000 circa).
Questo itinerario vi porterà tra mare e laguna, tra storia e
ambiente, lungo la stretta striscia di sabbia del
litorale che separa Venezia e la sua laguna dal mar Adriatico, dalle spiagge di
velluto alle ville stile liberty del Lido, dai borghi di pescatori di
Pellestrina e di San Pietro in Volta, fino all’Oasi naturalistica di
Ca’ Roman, ultima tappa prima di incontrare Chioggia e la sua
laguna.
Considerata uno dei capolavori di architettura religiosa di Andrea Palladio, venne fatta costruire dal Senato della Repubblica nel 1577, come tempio votivo consacrato al Redentore per la cessazione della peste del 1576.
La Giudecca è l'isola più grande di Venezia. Si affaccia sull'omonimo canale - il canale della Giudecca, appunto - dirimpetto al quale si trova il sestiere di Dorsoduro, di cui fa parte.
«Open» al Lido, open Lido! Come ogni anno sul finire dell'estate il Lido di Venezia si apre al mondo e i suoi mitici spazi - il gran viale, il lungomare, i giardini, le terrazze dei grandi alberghi - diventano protagonisti indiscussi di cinema e arte.
