Zone silenziose, in cui tutto trasuda di storia, quella storia che ha
contraddistinto Venezia nei secoli e che spesso dimentichiamo o
fingiamo di dimenticare. Luoghi che sembrano non conoscere quel
accanimento che sta snaturando e svendendo la città. Venezia non è solo
Piazza San Marco e Rialto, dimentichiamoci la Venezia stereotipata da
cartolina perché l’anima di Venezia la si ritrova soprattutto in queste
zone nascoste, appartate e cariche di significato.
Il nostro itinerario si propone esattamente l’obiettivo di farvi scoprire alcuni di questi posti magici, le “corti sconte” in cui Hugo Pratt ambientò alcuni episodi di Corto Maltese.
Non preoccupatevi di seguire alla lettera le nostre indicazioni,
Venezia è piena di corti sconte che è piacevole scoprire per caso,
mentre si vaga tra calli e campielli senza una meta precisa lasciandosi
guidare dall’istinto.
1 tappa (1/2 ora) Il punto di partenza di questo itinerario è l’Arsenale
di Venezia, l’antico cantiere della Serenissima, che all’epoca del suo
massimo splendore era uno dei maggiori d’Europa. Il nome Arsenale
deriva dalla parola araba “darsin’a” (luogo dove si costruiscono le navi) e fu fondato intorno al 1104, al tempo del doge Ordelafo Falier. In questa piccola città autonoma gli oltre 5.000 operai che vi lavoravano, gli Arsenalotti, riuscivano a varare anche due navi al giorno!
Intorno a questo enorme cantiere sorgevano le abitazioni dei marinai ed
è per questo che qui si poteva incontrare gente di tutte le
provenienze: armeni, greci, turchi, arabi, insomma un enorme crogiolo
di culture e religioni. Ora la zona è molto tranquilla ed è l’ideale
per chi desidera staccare un po’ la spina e restare tranquillo nel
silenzio di Venezia.
L’ingresso di questo maestoso edificio, situato nel capo omonimo, è dominato dai leoni,
il simbolo di Venezia: un leone alato è posto sopra all’arco
d’ingresso, mentre al di fuori del cancello sono allineati 4 leoni di
diverse grandezze. Il leone più grande, che si trova sulla sinistra,
era un tempo a guardia dell’ingresso del porto di Atene e venne portato
a Venezia nel 1692 da Francesco Morosini come trofeo di guerra. E’ proprio questo leone che Corto Maltese osserva in uno dei fumetti di Hugo Pratt. Sul muro di cinta, a destra del portale, un busto raffigurante Dante Alighieri ricorda la visita del poeta a Venezia avvenuta nel 1321.
2 tappa (1/2 ora) Proseguiamo il nostro viaggio per le corti sconte addentrandoci nelle calli in direzione di Campo SS. Giovanni e Paolo. La nostra prossima meta si trova infatti nelle vicinanze di Barbaria de le Tole, una calle il cui nome ci ricorda che qui si trovavano i magazzini del legname (le “tole” in veneziano sono le tavole). Giunti più o meno a metà strada imboccate Calle Muazzo e proseguite fino alla Corte Muazzo
dove vi troverete sovrastati da alcune tra le case più alte della
città, una sorta di grattacieli veneziani. L’imponente complesso
edilizio dei primi del Seicento, appartenuto alla nobile famiglia
Muazzo, di origine torcellana, si componeva di un piano terra, di un
mezzanino, di due piani nobili sovrapposti e di un mezzanino
sottotetto. L’edificio, oggi condominio, si affaccia sul rio di San
Giovanni Laterano con due eleganti prospetti, ma gli affacci visibili
dalla corte sono poveri e dimessi in contrasto con le grandiose
facciate. Nella corte è però presente un bellissimo capitello bizantino dell’XI secolo rappresentante figure zoomorfe e foglie d’acanto.
3 tappa (1 ora) Terminata la nostra visita alla Corte Muazzo possiamo approfittare dell'occasione per visitare la Chiesa dei SS.Giovanni e Paolo
che si trova nelle vicinanze. Torniamo quindi in Barbaria de le Tole e
percorriamola tutta fino al campo. Poco prima, sulla destra noterete la
Chiesa di Santa Maria dei Derelitti o dell'Ospedaletto (di fronte alla chiesa si trova la Librerie Française).
Giunti in campo SS.Giovanni e Paolo, alla vostra sinistra scorgerete una corte sopraelevata, Corte Veniera, mentre alla destra potrete ammirare lo splendido
esempio di gotico veneziano della chiesa omonima, una delle chiese più
grandi di Venezia. Al suo fianco sorge la Scuola Grande di San Marco, oggi Ospedale della città, di fronte alla quale spicca la statua equestre di Bartolomeo Colleoni.
A cinque minuti da qui, nel piccolo Campo dei Miracoli, potrete
ammirare uno splendido gioiello del primo Rinascimento veneziano,
l'isolata chiesa di Santa Maria dei Miracoli. Non è sempre
facile trovarla aperta, ma vale la pena provare a passare da quelle
parti anche solo per osservare la splendida facciata a marmi policromi.
4 tappa (1/2 ora) L’itinerario continua verso un’altra famosa corte, la Corte Botera, meglio conosciuta come Corte Sconta detta Arcana,
da dove inizia l’avventura cinese e siberiana di Corto Maltese. Per
giungere in questo angolo misterioso di Venezia dirigetevi verso Calle
Lunga Santa Maria Formosa.
Se ne avete occasione, approfittate per fare una visitina alla libreria Acqua Alta,
una libreria davvero speciale, un luogo incantato dove potrete
intraprendere una caccia al tesoro alla ricerca del libro che vi si
addice tra le miriadi di volumi ammassati in gondole, barche e vasche
da bagno. Sarete accolti calorosamente dal simpatico proprietario e dai
suoi numerosi gatti che spesso troverete sonnecchiare sopra i libri.
Terminata l’incursione nella libreria più caratteristica di Venezia
possiamo proseguire per Calle Lunga Santa Maria Formosa e svoltare a
destra in Calle Trevisana Cicogna. Arrivati sul ponte fermatevi ad
osservare a destra: noterete un singolare palazzo che si trova in mezzo
a due rii e che quindi si affaccia su entrambi i canali. Da qui
avviatevi verso il ponte di ferro che vi condurrà verso la nostra meta:
la Corte Sconta. Purtroppo si tratta di una corte privata,
quindi difficilmente visitabile se non avete la fortuna di farvi aprire
da qualcuno che lì ci abita. Come diceva Hugo Pratt, le
cancellate che sbarrano la strada cancellano la possibilità di
ritrovare importanti memorie e ci precludono la possibilità di ammirare
e apprezzare questi angoli della città. Vi auguriamo quindi di aver la
possibilità di entrarci e di sbirciare dentro.
5 tappa (15 minuti) Altra tappa del nostro viaggio è Corte del Milion, dove aveva casa un personaggio che di viaggi se ne intendeva veramente: Marco Polo (il nome della corte ci ricorda infatti Il Milione, l’opera che Polo scrisse in prigione insieme a Rustichello da Pisa). In realtà le corti sono due, Corte Prima e Seconda del Milion,
e si trovano tra Campo Santa Marina e San Giovanni Grisostomo. Venendo
da Santa Marina la prima che si raggiunge è Corte Seconda del Milion
dove ha sede il Teatro Malibran. Poi, superato un basso sottoportico, si giunge nell’altra corte, molto più piccola, dove si trova il locale omonimo.
6 tappa (1/2 ora) Penultima meta della nostra passeggiata per gli angoli nascosti di Venezia è Corte Maltese, ora Corte Contarini del Bovolo,
una zona veramente nascosta della città, situata nelle vicinanze di
Campo Manin. A differenza di come molti di voi avranno pensato, il nome
della Corte
non deriva dal famoso personaggio Prattiano, bensì era il nome che
Arnoldo Marseille diede a Palazzo Contarini quando agli inizi dell’800
lo trasformò in un albergo.
Appena entrati in questa Corte rimarrete affascinati dalla splendida scala a chiocciola
(in veneziano “bovolo”) che si aggancia alla bella facciata a loggiati
sovrapposti del palazzo. Di aspetto rinascimentale e con qualche
influenza bizantina, la scala del Bovolo fu realizzata intorno al 1499
da Giovanni Candi. Lo scrittore veneziano Renato Pestriniero dedicò a
questo gioiello architettonico il racconto Nodi, pubblicato nel 1981 di
cui citiamo alcuni passaggi: “avevamo lasciato Campo Manin per
inoltrarci nell’unico accesso alla corte, una fessura in ombra tra
cataste di case antiche, occhiaie nere, bocche di cantine putrescenti,
muri di mattoni corrosi dalla salsedine. E alla fine ecco la corte
piccola e raccolta, un pozzo formato da pareti di case sovrapposte,
protuberanze, anfratti, un labirinto di volumi incastrati uno
nell’altro nel corso dei secoli. La scala sorge lì. E’ una spirale di
gradini che si avvolge all’esterno di una torre cilindrica, un nastro
orlato di trine marmoree, un capriccio architettonico.” Dalla sommità
si gode di una splendida e inconsueta vista di tetti, camini e
campanili della città, come se vi trovaste sopra una suggestiva e
signorile altana veneziana.
7 tappa (1 ora) Concludiamo il nostro itinerario visitando la corte interna di Palazzo Fortuny, in Campo San Beneto, che fu abitazione, studio e laboratorio di Mariano Fortuny y Madrazo.
Oggi
il palazzo è sede del museo che ha ricreato l’abitazione
dell’eclettico artista con le sue tappezzerie, i quadri e i mobili,
permettendo ai visitatori di respirare quell’atmosfera tipica della
Belle Epoque. Se deciderete di entrarci rimarrete sorpresi dalla
piccola corte interna, uno spazio intimo, circondato dalle antiche mura
del palazzo, una vera oasi di pace. Proprio qui a Palazzo Fortuny, nel
2006, si è tenuta una mostra dedicata a Hugo Pratt e intitolata Libri, sogni, viaggi. Il ritorno di Hugo. Una mostra documentaria che, a dieci anni dalla morte di Hugo Eugenio Pratt, ha reso omaggio alla creatività e alla fantasia dell'artista che
a Venezia ha dedicato molte delle sue strisce e dove ha ambientato
molte delle storie che vedono protagonista il suo celebre alter ego, Corto Maltese.
di Maria Giulia Palazzo | Redazione VeneziaSi

L’Arsenale è il simbolo della potenza di Venezia che era stata battezzata ‘il cuore del Veneto’ (1509).
Straordinario esempio di gotico veneziano, eretta dai Domenicani dal 1246 al 1430, la chiesa ebbe sempre grande importanza per la Serenissima che, a partire dalla metà del '400, la elesse come luogo di sepoltura dei dogi. I monumenti funebri di dogi e di personaggi illustri fanno di San Giovanni e Paolo il Pantheon della storia di Venezia.
