I tessuti della tradizione veneziana

L’arazzo fu da sempre considerato un elemento importante nell’arredo delle dimore dei ricchi borghesi: le pareti di tessuto riparavano dal freddo, potevano essere spostate e trasportate con grande facilità e diventavano un addobbo nelle sale di rappresentanza, nelle chiese, nelle tende da campo e persino nelle imbarcazioni.

Il nostro itinerario inizia da uno storico palazzo che si affaccia sul Canal Grande: Palazzo Corner, storica dimora della regina di Cipro : Caterina Cornaro e dove oggi ha sede una delle aziende veneziane più conosciute: la Ditta Rubelli.
Non è difficile immaginare l’ebbrezza che possono provare i clienti, quando in questa cornice, devono scegliere tra il prezioso campionario di tessuti che l’azienda produce.
Ditta fondata nel 1858 da Lorenzo Rubelli, è in grado di produrre tessuti con ogni tipo di filato, utilizzando sia i macchinari più sofisticati sia i telai del ‘700 tuttora funzionanti.
Le sue produzioni di broccati, damaschi, velluti, sete, lampassi unici al mondo arredano, oltre che le più belle case del mondo, teatri di fama mondiale come il Teatro alla Scala e il Teatro la Fenice e decorano sale espositive e noti castelli europei.
A Palazzo Corner si raccolgono oltre 3000 documenti tessili databili tra il XV e il XX secolo.
Questo archivio, orgoglio della famiglia Rubelli, comprende documenti provenienti da ogni parte del mondo e risultano essere uno strumento indispensabile nella conduzione di ricerche storiche e nelle ricostruzioni filologiche dei documenti tessili appartenuti a dimore storiche, musei e ambasciate di ogni parte del mondo.

Un altro punto di riferimento nel campo del tessuto antico è quello della Ditta Bevilacqua.
Presente a Venezia già dal 1875, anche loro hanno una nobile sede che si affaccia sul Canal Grande, poco lontano da Riva di Biasio. Qui sono raccolti i suoi antichi telai in un’atmosfera assolutamente straordinaria: sembra che il tempo si sia fermato…la quantità di filati e disegni presenti, rendono bene l’idea di come questa ditta sia riuscita ad ottenere la realizzazione di stoffe “storiche” talmente raffinate e perfette da battere ogni concorrenza esterna anche al di là dei confini europei.

La creazione veneziana non finisce qui, anzi si allarga e si modernizza nelle creazioni più recenti realizzate da Roberta di Camerino.
Proseguendo infatti in direzione Cannaregio,in un altro incantevole palazzo veneziano, situato in una Venezia “nascosta” ma sicuramente bellissima da scoprire, troviamo Palazzo Loredan Grifalconi, Fondaco dei Curami (cioè pellettieri, per ironia della sorte), ai tempi della Serenissima ed ora sede di questo famoso marchio “made in Italy”.
Il marchio Roberta di Camerino, famoso in tutto il mondo nacque nel 1950. Le sue borse sono considerate dalla stampa “le più copiate al mondo” per la capacità di coniugare design, colore, eleganza e praticità. Nel 1960 sviluppando un’idea già collaudata con le sue borse di velluto tessuto a mano con antichi telai veneziani, Roberta di Camerino crea una linea di capi molto innovativi ed assolutamente originali usando la tecnica ingannevole del motivo pittorico del trompe l’oeil.
E’ sempre lei che per prima attribuisce all’accessorio un ruolo da protagonista nel guardaroba femminile. Un caleidoscopio di forme, colori e materiali e su tutto una classe innata, unita a materiali preziosi, primo fra tutti il “velluto soprarizzo”, tessuto a mano su antichi telai di legno che secondo la tradizionale tecnica veneziana, viene lavorato al buio per mantenere intatta la sua unicità.

Parlando di tessuti e creazioni raffinate non possiamo dimenticare il grande Mariano Fortuny. Spagnolo di nascita, ma veneziano di “spirito” fondò all’isola della Giudecca nel 1922 un’azienda la cui storia è velata da un alone di leggenda. Fotografo, designer, inventore, Fortuny creò un sistema assolutamente innovativo di stampa con un processo fotografico che viene tuttora tenuto segreto. I tessuti Fortuny sono intrisi di venezianità ma allo stesso tempo sono il risultato di un mix magicamente riuscito di culture, proprio come lo spirito del loro creatore.

E’ chiaro, a questo punto, l’ orgoglio di sentirsi legate a personaggi così veneziani, ma allo stesso tempo cittadini del mondo conosciuti per la loro indiscutibile classe e raffinatezza, come se queste doti fossero parte di ognuno di noi in quanto abitanti di questa fantastica città.

 



di Un amico a Venezia
Serena Bagnai, Patrizia Fella, Orietta Girotto, Nicoletta Possumato, Daniela Simionato 

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