I vari modi di vivere la festa del Redentore...

di Fabio Marzari | :venews

I vari modi di vivere la festa del Redentore...14 luglio, Parigi, ah no stiamo parlando di Venezia, l’assalto alla serenissima bastiglia lo danno veneziani e turisti che si trovano gomito a gomito per una festa assai popolare e suggestiva che segna il bel mezzo di una torrida estate.


Lo spettacolo pirotecnico che illumina il cielo della città, oltre alle numerose manifestazioni, più o meno ufficiali che accompagnano la festa, dalla musica in città, alle regate, alle cerimonie religiose, con quel sapore tutto veneziano tra il sacro e la rivisitazione ad uso e consumo lagunare di culti lontani nel tempo, rappresentano dei punti fermi nell’agenda mentale di ciascun cittadino del territorio lagunare, anzi, malgrado il caldo e l’affollamento è uno dei rarissimi momenti in cui si ritrova un’unità di territorio, per cui scatta un orgoglio di appartenenza.

Succede da moltissimo tempo che la terza domenica di luglio è il Redentor ed ogni anno, in maniera sempre più mirabolante, la forma urbis si ammanta di colori, luci e sfumature non razionalmente ascrivibili a fattispecie narrativa, coinvolgendo in toto la sfera emozionale.
Nel corso degli anni il crescente divario sociale ha portato a concepire la festa in maniera differente, regolando la quantità di opzioni da aggiungere allo show gratuito offerto dai foghi e dalla città stessa in base alle differenti capacità di spesa.

Partiamo dalla versione base, il Redentore low cost.
Ingredienti: afa (sempre troppa!), folla (idem), un gruppo di amici o presunti tali, tra cui non può mancare il fenomeno (da ignorare) «conosco un posto da cui si vedono i fuochi benissimo e non c’è gente», abiti leggeri, infradito o scarpe sportive, telefonino munito di fotocamera, molta pazienza.
Vedrete i fuochi stipati tra la folla, odorerete come un barile di aringhe affumicate ed intenti a centrare la foto migliore vi perderete gran parte dell’atmosfera unica.

Redentore classico, sull’acqua, in barca.
Se possedete un magnifico e sinuoso motoscafo Riva, di cui andate particolarmente fieri, lasciatelo ormeggiato al sicuro, a meno che non vogliate subire un tracollo continuo di bile per le decine e decine di natanti che sbatteranno come foste delle nacchere ogni cm del vostro prezioso natante. Evitate di voler fare gli splendidi al Redentore.
Servono imbarcazioni popolari addobbate con palloncini di carta tipo lanterne rosse, molta predisposizione al semo ggente de borgata, sarde in saor, bigoli in salsa, rabosetto, anguria.
Dosate il tutto con un traffico acqueo da tangenziale di Mestre in ora di punta, qualche benedizione incrociata e moccoli vari, ma lo spettacolo è assicurato, e se volete esagerare aspettate l’alba al Lido, guadagnerete la gratitudine di Augusto Salvadori per aver rispettato le serenissime tradizioni, e forse vi regala pure una pianta di gerani…

C’è poi il Redentore fashion: per lei Renè Caovilla, Manolo Blahnik o Jimmy Choo ai piedi, tanto non c’è da camminare, abitino leggero Chanel o in omaggio ai colori del Redentore un Missoni, per lui da evitare i crocs con il tuxedo (aiuto!) e dalla terrazza del nuovissimo Hilton alla Giudecca, oppure dal Bauer, Danieli, Gritti, Europa&Regina, ecc ecc, con ‘poche’ centinaia di euro a persona - ma parlare di denaro è volgare! - potrete cenare, ascoltare musica, ballare e vedere i fuochi, ma soprattutto avere un bagno sempre a vostra disposizione, in caso di pipì incombente o di trucco da ripassare.
Una carta platino per una toilette alla bisogna, roba da ricchi!


di Fabio Marzari
:venews
luglio 2007
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