Capolavori futuristi alla collezione Peggy Guggenheim
A cento anni dalla pubblicazione del Manifesto del Futurismo del giovane poeta italiano Filippo Tommaso Marinetti, a partire dal 18 febbraio e per tutto il 2009, la Collezione Peggy Guggenheim celebra questo rivoluzionario movimento d'avanguardia, che contagiò l'intera scena artistica europea, con la mostra Capolavori futuristi alla Collezione Peggy Guggenheim, a cura di Philip Rylands, direttore del museo veneziano.
L'esposizione vuole essere un omaggio alla preveggenza di Gianni Mattioli, uno dei più grandi collezionisti del Novecento, per aver accolto all'interno della sua collezione un importante gruppo di opere futuriste.
L'esposizione mette a fuoco un percorso tra le opere futuriste della Collezione Gianni Mattioli, a cui si aggiungono dipinti, sculture e opere su carta provenienti dalla Collezione Peggy Guggenheim e da collezioni private.
Questa piccola, ma preziosa, presentazione include lavori iconici di ciascuno dei cinque artisti firmatari del Manifesto Giacomo Balla, Umberto Boccioni, Carlo Carrà, Luigi Russolo, Gino Severini, insieme a quelli di altri artisti legati al movimento, come Rosai, Sironi, Soffici.
Per maggiori informazioni: www.guggenheim-venice.it
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La Collezione Peggy Guggenheim è il museo più importante in Italia per l'arte europea ed americana della prima metà del ventesimo secolo. Ha sede a Venezia presso Palazzo Venier dei Leoni, sul Canal Grande, in quella che fu l'abitazione di Peggy Guggenheim.
Dal 3 giugno al 22 novembre 2009 la Collezione Peggy Guggenheim ospita Torre, l'ultima scultura dell’artista belga Wim Delvoye: una torre gotica, alta circa 10 metri, realizzata in corten tagliato a laser, ideata per svettare, con le sue finestre ogivali e i suoi pinnacoli, sulla terrazza di Palazzo Venier dei Leoni che si affaccia sulle acque del Canal Grande.
Il 2008 celebra i 60 anni della Collezione Guggenheim a Venezia, nel corso dell’anno una serie di eventi, mostre temporanee, conferenze e dibattiti, laboratori didattici, visite guidate, proiezioni di film in giardino, oltre al consueto appuntamento musicale estivo, ripercorreranno i momenti topici di vita della straordinaria mecenate americana fin dal suo arrivo a Venezia nel 1948.
