Sala della Musica dell'Ospedaletto
La Sala della Musica è una delle poche cose che restano dell’antico Ospedaletto dei Derelitti, eretto dalla Repubblica nel 1527 come istituzione di Carità per l’assistenza ai malati e agli anziani, e per l’educa¬zione di orfani e ragazze ab¬bandonate. Oggi è di proprietà dell’IRE che lo ha trasformato in ospizio per anziani.
L'Ospedaletto fu famoso per la tradizione musicale dei cori delle fanciulle orfane educate da valenti maestri: oltre alla Sala della Musica ne sono un tangibile ricordo anche l'organo di Pietro Nacchini e il cortile detto delle “Quattro Stagioni”, realizzato da Baldassarre Longhena come luogo di ricreazione per le giovani ospitate. Il cortile è abbellito da una bella loggia e una vera da pozzo seicentesche e dalle settecentesche statue delle Quattro Stagioni.
La Sala della Musica, realizzata sull’area delle cucine dell’antico ospedale, era destinata alle accademie musicali che intrattenevano illustri ospiti. Le fanciulle dell’ospizio, specializzate in canto corale e spesso protagoniste di pubblici concerti, vi eseguivano alcuni brani per qualche ricco estimatore nella speranza di trovare marito.
Nota solitamente a pochi musicologi, che ne apprezzano la storia legata all'attività di famosi musicisti, la Sala fu affrescata da Jacopo Guarana, e da Agostino Mengozzi Colonna, estremi interpreti di quella tradizione pittorica che nel XVIII secolo aveva raggiunto il massimo fulgore grazie all'esempio tiepolesco.
La tradizione musicale rivive ancora oggi nei molti concerti organizzati dall'IRE in questo luogo.
Informazioni utili
Indirizzo: Barbaria de le Tole - Castello 6691
Orari: su prenotazione
Telefono: (+39) 041 2719012
E-mail: info@scalabovolo.org
Sito: www.scalabovolo.org/ospedaletto2.html
Realizzata nel 1575 da Andrea Palladio sull’area occupata da un ospedale che accoglieva i poveri, tra SS. Giovanni e Paolo e S. Francesco della Vigna, la chiesa si arricchì nel corso del ‘600 e ‘700 della fantasiosa facciata e di pregevoli opere d’arte, frutto della munificenza dei benefattori dell’ospedale.
