Scuola Grande dei Carmini

Scuola Grande Carmini - facciataUltima delle Scuole Grandi a Venezia, riconosciuta come «scola magna» dal Consiglio dei Dieci nel 1767, la confraternita dei devoti della Vergine di San Carmelo conserva all’interno dell’edificio longheniano opere pittoriche sei-settecentesche, tra cui una serie di tele di Gian Battista Tiepolo.



La Scuola fu fondata nel 1594 come «Confraternita sive scola di laici sotto il nome della Gloriosa Vergine Maria del Monte Carmelo» da Bernardin Soardi, di origine bergamasca e di professione “tellarol", fabbricante o commerciante di stoffe. In realtà, però, la confraternita, nota col nome di Pizzocchere dei Carmini, perseguiva la propria attività da ormai più di tre secoli nella chiesa di Santa Maria del Carmelo (o dei Carmini), su gentile concessione dei padri carmelitani. All’epoca era formata principalmente da donne e si contraddistingueva per l’uso dello scapolare (una striscia di stoffa con apertura per la testa, pendente sul petto e sul dorso e raffigurante la Madonna e il Cristo) creato da loro stesse e distribuito ai devoti. Le finalità della Scuola, i cui confratelli erano laici, consisteva nel dare sostegno religioso ed economico ai confratelli, nel dispensare elemosine ai poveri e ai malati e di concorrere ai loro funerali, di nel fornire di dote le fanciulle per il matrimonio o per la monacazione.

Ben presto la navata destra della chiesa di Santa Maria del Carmelo non fu più sufficiente ad accogliere le migliaia di fedeli. Intorno al 1625 vennero quindi acquistati degli edifici adiacenti la chiesa e prospicienti campo S.Margherita e fu dato inizio ai lavori per la creazione di una nuova e più adeguata sede progettata dal Cantello. La facciata fu opera del Longhena, il quale dovette lavorare su una struttura già esistente non potendo quindi dare il meglio di sé stesso.

Una delle ricchezze della Scuola è costituita dagli affreschi conservati al suo interno. Tra questi, degno di nota è sicuramente il complesso di tele che ricoprono il soffitto della Sala Capitolare, dove i confratelli si riunivano in assemblea per approvare le proposte avanzate dal Guardian Grande, il più importante rappresentante della scuola eletto annualmente dai confratelli assieme alla "Giunta". Le tele, opera del Tiepolo che le dipinse tra il 1739 e il 1749, raffigurano le Virtù teologali, cardinali e altri atteggiamenti dello spirito, tutte riferite alla Vergine, angeli e cherubini recanti lo scapolare, il simbolo della devozione, e la mariegola, che contiene le regole della confraternita; al centro il grande dipinto narra de “L'apparizione della Madonna del Carmelo a San Simone Stock mentre gli consegna lo scapolare”.

Oltre a queste meraviglie, sono da ricordare anche i capolavori di G.B. Piazzetta, le opere dello Zompino e del Menescardi nella Sala dell’Archivio e del Padovanino nella Sala dell’Albergo, chiamata così perché ospitava i pellegrini diretti alla Terra Santa.

Il noto editto napoleonico del 1806 la chiuse temporaneamente, in un momento ancora di floridezza economica: furono depredate le opere più facilmente asportabili mentre quelle dalle notevoli dimensioni furono risparmiate. Ciò ci permette di poterle ammirare tutt'ora in uno dei più solenni ambiti artistico-architettonici veneziani.

Al giorno d’oggi la Scuola Grande dei Carmini è attiva e ospita molti concerti e opere liriche.
 


Informazioni

Indirizzo: 2617, Dorsoduro – 30123 Venezia
Orario: Tutti i giorni dalle 10 alle 17
Ingresso: adulti 5€, studenti 4€, bambini 2€
Telefono: 041-5289420
Fax: 041-2413557
Email: info@scuolagrandecarmini.it
Sito: www.scuolagrandecarmini.it

 

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