Palazzo Ducale
Straordinario esempio di architettura civile gotica veneziana, dimora del Doge e sede delle più alte magistrature statali, è il luogo-simbolo della città, la più alta rappresentazione della potenza e dello splendore dell'antica Repubblica Serenissima. All'interno è possibile visitare le sale del Maggior Consiglio, del Senato, del Collegio, decorate con tele di Tintoretto, Tiziano e Veronese, gli appartamenti del Doge, il famoso Consiglio dei Dieci, l’armeria e le prigioni.
L’edificio, fondato come castello nel IX sec. e assunta la forma attuale nel XIV e XV sec., si struttura in una grandiosa stratificazione di elementi costruttivi e ornamentali, raffinate decorazioni con simboli e motivi allegorici, capitelli e sculture.
Attraverso la porta della Carta, opera gotica (1438) attigua alla Basilica di S. Marco, si accede al bellissimo cortile, con al centro due vere da pozzo in bronzo del '500. Sul lato d'ingresso si innalza l'arco Foscari, opera di gusto gotico del 1470 e di fronte si trova la scala dei Giganti, capolavoro dell'arte rinascimentale progettato da Antonio Rizzo (fine del '400), con le statue di Marte e Nettuno di Jacopo Sansovino (1554), davanti alle quali il doge neoeletto giurava fedeltà alle leggi.
Da una scala a sud-est del portico si sale alla loggia gotica, che, attraverso la magnifica scala d'Oro (1559), conduce al primo piano nobile, le cui sale, decorate da dipinti di Giovanni Bellini, Tiziano, Carpaccio, formavano l'appartamento ducale. Salendo al secondo piano nobile, la visita inizia dall'atrio quadrato: nel soffitto ligneo (sec. XVI), tele di Jacopo Tintoretto, alle pareti dipinti di Veronese e Francesco Bassano.
La visita prosegue attraverso la Sala delle Quattro Porte, dove si può ammirare Il doge Grimani in ginocchio davanti alla Fede, celebre opera di Tiziano(1556).
La visita prosegue attraverso la Sala delle Quattro Porte, dove si può ammirare Il doge Grimani in ginocchio davanti alla Fede, celebre opera di Tiziano(1556).
Si continua nell'Anticollegio, le cui pareti sono decorate da quattro pannelli di Tintoretto e da una tela di Paolo Veronese, dal qule si accede alla Sala del Collegio: alle pareti tele di Tintoretto e Veronese, mentre nel soffitto intagliato si trovano pannelli del Veronese(1577).
Si arriva poi nella Sala del Consiglio dei Dieci e nella Sala dei tre Capi del Consiglio dei Dieci i cui soffitti intagliati e dorati, conservano pannelli di Paolo Veronese e la sua bottega.
Si scende nell'andito del Maggior Consiglio, che immette nella sala della Quarantia Civil Vecchia e nella sala dell'Armamento, ove è esposto quanto resta di un grandioso affresco del Guariento (1365-67) rovinato da un incendio del 1577, nella loggia successiva (liagò) statue di Adamo ed Eva scolpite da Antonio Rizzo nel 1464.
Da qui si arriva infine alla Sala del Maggior Consiglio: alle pareti, dipinti e un fregio con 76 ritratti di dogi (quello di Marin Faliero, decapitato nel 1355 per congiura, è sostituito da un fondo nero), di Tintoretto.
Al centro del soffitto, Apoteosi di Venezia del Veronese.
Scendendo dalla Loggia, si possono in parte vedere le Prigioni Vecchie, dette i pozzi, anguste celle, umide e scure. Attraversando il ponte dei Sospiri, si possono invece visitare le inquietanti Prigioni Nuove, della seconda metà del '500, e le stanze delle torture.
E' possibile effettuare la visita degli itinerari segreti di Palazzo Ducale, un percorso attraverso gli ambienti meno fastosi del Palazzo, dove la burocrazia statale svolgeva il lavoro quotidiano e la giustizia interrogava e torturava gli indiziati.
E' possibile effettuare la visita degli itinerari segreti di Palazzo Ducale, un percorso attraverso gli ambienti meno fastosi del Palazzo, dove la burocrazia statale svolgeva il lavoro quotidiano e la giustizia interrogava e torturava gli indiziati.
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