Il Galles alla Biennale d'arte di Venezia

29-mag-2009
Evento collaterale alla 53a Esposizione Internazionale d’Arte - La Biennale di Venezia

Il Galles alla Biennale d'arte di VeneziaDyddiau Du/Giorni Cupi. John Cale

Per la 53a Esposizione Internazionale d’Arte - La Biennale di Venezia, John Cale presenterà una inedita installazione audio-visiva gallese, appositamente commissionata e curata da Bruce Haines. Il Galles offre agli artisti un ambiente di straordinaria ricchezza lirica e romantica e un particolare contesto politico e sociale. 

Questo progetto risente della tradizione poetica bardìta, cruciale per la storia culturale del Galles, ed è incentrato sullo stretto rapporto che unisce John Cale alla lingua gallese e ai temi legati alla comunicazione.
Cale, noto per il suo continuo lavoro di ricerca sulla fisionomia del suono, in Galles ha affrontato una serie di performance fisiche e catartiche allo scopo di creare un’opera che attingesse all’interesse di tutta una vita per il passare del tempo e la natura durativa e multidisciplinare della rappresentazione.
Un’opera che ha in sé il paesaggio gallese ma anche la storia dell’arte performativa così come si è sviluppata in Galles a partire dalla metà del Novecento.
L’installazione sarà allestita nel Capannone 1 della Ex-birreria Dreher - edificio industriale nell’ex quartiere operaio della Giudecca, già sede delle tre precedenti presenze gallesi alla Esposizione Internazionale d’Arte - La Biennale di Venezia.

Nato a Garnant, Galles del Sud, Cale frequentò il Goldsmiths College di Londra, dove studiò musicologia e scoprì John Cage attraverso il fondamentale Silence, del 1961.

Trasferitosi a New York, conobbe LaMonte Young e collaborò con il Theatre of Eternal Music, di cui facevano parte artisti quali Walter de Maria e Tony Conrad, prima di fondare con Lou Reed The Velvet Underground.
Cale non ha mai smesso di interrogarsi sul concetto di durata, né di mescolare i confini tra musica, cinema, performance a arte visiva.
I suoi scritti e la sua musica portano l’eco del paesaggio gallese, cupo e solenne, e della ricca tradizione poetica del Galles, con la sua metrica rigidissima.
Forse Cale stesso è un “bardo” nel più ampio senso del termine: come poeta pubblicato esordì sulla rivista “Aspen” alla fine degli anni Sessanta, e i suoi versi sono influenzati da un altro poeta gallese, Dylan Thomas. I suoi personaggi tormentati, immersi in paesaggi dominati dalla tirannia, dalla guerra e dal compromesso, sono quanto mai attuali.

Dyddiau Du/Giorni Cupi è prodotto e gestito dall’Arts Council of Wales con il sostegno di Welsh Assembly Government, British Council e Wales Arts International.
Coordinamento a Venezia a cura della associazione culturale Nuova Icona.

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