L’Università IUAV di Venezia monitorerà la Chiesa delle Anime Sante a l’Aquila

2-ott-2009
di Maria Giulia Palazzo | Redazione VeneziaSi

L’Università IUAV di Venezia monitorerà la Chiesa delle Anime Sante a l’AquilaLa chiesa simbolo del terremoto in Abruzzo, rimasta fortemente lesionata dal violento sisma del 6 aprile 2009, verrà monitorata da un team composto da una ventina tra professori e ricercatori dell’università di architettura veneziana. L’edificio religioso di origini settecentesche ha subito il crollo quasi integrale della cupola ed è diventato l’emblema dei danni causati dal terremoto al patrimonio artistico abruzzese.


Dopo il grave disastro che ha colpito l’Abruzzo tutte le università italiane di Architettura ed Ingegneria si sono mobilitate per contribuire al recupero dei monumenti situati nella “zona rossa”, quell’area del centro storico de l’Aquila che ha subito notevoli danni. Tutti gli atenei si sono proposti di effettuare presidi statici  e controllare lo stato di salute degli edifici lesionati, ma l’incarico più prestigioso, e anche il più delicato, è stato affidato dalla Protezione Civile proprio all’Università IUAV di Venezia: monitorare ventiquattrore su ventiquattro per un anno intero la Chiesa delle Anime Sante, nel cuore de l’Aquila.

Per questa delicata operazione l’Unità di Ricerca Iuav che si occupa di Controllo delle Strutture Monumentali (CdSM)  adotterà  la tecnica del monitoraggio dinamico, poco frequente in Italia, che, invece di utilizzare un simulatore di vibrazione per misurare le capacità di resistenza della struttura, prevede l’uso di sensori che traducono le vibrazioni provenienti dall’edificio in dati.
La chiesa e la cupola verranno quindi monitorate grazie all’utilizzo di 29 microsensori wireless che “ascolteranno” la struttura per un anno, traducendo le vibrazioni degli agenti atmosferici e ambientali (pioggia, vento, passaggio di un elicottero ecc) in dati visibili su un modello computerizzato in 3D della chiesa.

«I primi 21 sensori verranno posizionati sulla cupola e lungo le strisce murarie per registrare le vibrazioni ambientali studiando poi la meccanica indotta dal rumore - ha spiegato Salvatore Russo, responsabile scientifico dell’unità di ricerca e docente di Tecnica delle Costruzioni allo Iuav - le centraline tradurranno così le vibrazioni in dati, senza bisogno di usare, come si fa invece solitamente, un simulatore di vibrazione. Ci saranno poi anche altri 8 sensori, che misureranno invece le variazioni in altezza e larghezza delle fessure».

Tutto il team coinvolto nelle operazioni di monitoraggio sarà dotato di un sistema di allarme portatile che avviserà in caso di superamento di “valori soglia”. Grazie ai dati raccolti e controllati dalla sala operativa del Laboratorio dei Materiali Iuav in via Torino a Mestre sarà possibile avere un’istantanea in tempo reale dello stato di salute della chiesa e i risultati dell’operazione di monitoraggio saranno in seguito utilizzati per le delicate operazioni di restauro.


www.iuav.it
 

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