Merletto e arte orafa: l’unione di due grandi tradizioni veneziane

7-ott-2009
Il recupero del passato proiettato nel futuro
di Maria Giulia Palazzo | Redazione VeneziaSi

Merletto e arte orafa: l’unione di due grandi tradizioni venezianeSono passati ormai quattro decenni da quando una delle principali produzioni dell’artigianato artistico veneziano, il merletto, è stata affidata a paesi orientali o dell’est, dove la manodopera costa meno. Negli ultimi tempi il prodotto simbolo dell’isola di Burano aveva dovuto arrendersi all’inesorabile destino di perdere le proprie radici sia per questioni economico-commerciali sia per la mancanza di una nuova generazione disposta ad imparare la storica arte. Ora, grazie ad un’iniziativa di Confartigianato Venezia, la produzione del merletto non solo è tornata in città, ma si è pure trasformata, instaurando un’insolita ma innovativa collaborazione con un’altra importante attività artigianale veneziana: l’arte orafa.

Già nel 1872, a causa di una grave crisi economica, si era assistito ad una notevole diminuzione della produzione del merletto che avrebbe segnato la fine dell’attività se non fosse stato per l’intraprendenza della contessa Andriana Marcello che, fondando la Scuola dei Merletti di Burano, permise di recuperare e rilanciare la secolare tradizione.   

Oggi come allora, per rilanciare la storica attività del merletto ad ago, è stata organizzata una scuola: la “Scuola bottega del Merletto di Burano”, un corso di 1.100 ore promosso da Confartigianato Venezia e Con-ser Srl in collaborazione con il ministero del Lavoro e la Regione Veneto.
Tre delle 12 partecipanti al corso, la veneziana Martina Barzan, la veronese Rita Sciaman e la rumena Francesca Talianu, hanno avuto la fantasia e il coraggio di reinventare il merletto, di trasformarlo applicandolo all’arte orafa creando così prodotti di design particolare. Il corso ha quindi sfornato 3 nuove imprenditrici che hanno aperto la propria azienda di “merletti del futuro” dove si producono collane, braccialetti, spille e orecchini realizzati interamente a mano con la tecnica del merletto ad ago, utilizzando nuove filature, come l’argento e l’oro. Prodotti preziosissimi che possono sfiorare anche i diecimila euro. E le idee nel cassetto non si esauriscono qui, non si pensa solo all’oreficeria ma anche all’abbigliamento, dai costumi teatrali all’intimo.

Enrico Vettore, responsabile Dell’Ufficio Categorie di Confartigianato ha affermato che “in un momento di crisi, attraverso tutte le attività di formazione realizzate e che si realizzeranno nei prossimi anni, Confartigianto Venezia lancia un segnale chiaro: la trasmissione della conoscenza che proviene da mestieri tradizionali se metabolizzati e ripensati possono creare spunti interessanti per un processo di innovazione del prodotto che risulta essere la vera leva per rilanciare interi comparti”.

Le nuove creazioni, novità assoluta nella storia, sono in mostra nelle vetrine del maestro orafo Walter Costantini, ai piedi del ponte della Fava. Costantini è convinto che “se associamo la cultura dell’oro a quella del merletto, entrambe radicate a Venezia, il risultato è una sinergia eccezionale e un prodotto decisamente innovativo».

Ora le imprenditrici stanno studiando anche nuove soluzioni per una clientela meno d’élite in modo da ampliare il bacino di utenza e permettere a chiunque di indossare questi prodotti innovativi e di qualità.
In un momento in cui la produzione artigianale è sempre più in crisi, queste iniziative sono una vera boccata d’aria fresca e dimostrano che una rinascita è sempre possibile, basta volerlo.


di Maria Giulia Palazzo | Redazione VeneziaSi

 

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