Ultimi giorni di apertura serale del Museo Vedova

Ultimi giorni di apertura serale del Museo VedovaUltimi giorni per visitare il Museo Vedova in orario serale. Per tutto il mese di settembre lo spazio espositivo della Fondazione Emilio e Annabianca Vedova, il primo museo dinamico in Italia,  che ha sede ai Magazzini del Sale a Venezia, ha eccezionalmente aperto le porte fino alle ore 23, nei consueti giorni di apertura, dal mercoledì alla domenica.


Un’iniziativa sperimentale, pensata per andare incontro ai lavoratori ed ai residenti di Venezia, che
fanno più fatica a ritagliarsi del tempo libero nei normali orari di visita e che ha riscosso un grande successo.

Un’esperienza museale unica, che, in pochi mesi, ha già attratto spettatori da tutto il mondo.
A soli tre mesi dall'inaugurazione, infatti, il Museo Vedova ha accolto oltre 30 mila tra visitatori e giornalisti.

Il nuovo "museo dinamico" dedicato al pittore veneziano Emilio Vedova occupa il primo dei nove Magazzini del Sale alle Zattere, dove per cinquant’anni hanno vissuto i coniugi Vedova.
Il restauro architettonico dello spazio espositivo è opera dell’architetto Renzo Piano, che, nel 1984, aveva già collaborato con Vedova all’ideazione dello spazio scenico dell’opera “Il Prometeo”.
Con il suo originale progetto di sistema espositivo, Renzo Piano interpreta perfettamente la concezione spaziale innovativa del grande artista veneziano, il suo desiderio di catturare lo spazio e al tempo stesso di immergervisi, la sua visione di leggerezza e mobilità dell'opera d'arte, la ricerca artistica che lo ha impegnato fino agli ultimi anni di attività e che si rilegge oggi nelle sue tele.

L’idea espositiva, nata già negli anni Ottanta del secolo scorso, nel corso dei loro frequenti incontri proprio negli spazi che oggi ospitano il museo, prende le mosse dalla visione “leggera” e dinamica dell’arte e della vita che ha da sempre accomunato Renzo Piano ed Emilio Vedova.
Secondo la visione di Emilio Vedova, il magazzino era infatti il luogo ideale per ospitare le sue opere, una “casa dell’arte” dove egli immaginava delle tele fluttuanti, sospese e immerse in uno scenario espositivo in continuo movimento, dove le opere si mostravano allo spettatore proprio come l’artista veneziano usava proporle nel suo studio, con meccanismi rudimentali.

I temi guida dell’intervento di Renzo Piano ai Magazzini del sale sono stati proprio la leggerezza e la mobilità: senza modificare né le volte, né i solidi muri dell'enorme salone, l'architetto ha dato vita ad uno spazio dinamico che di fatto ricostruisce l’idea espositiva, intima e personale, di Vedova, dove una moderna macchina leonardesca strappa le opere alla staticità delle pareti e consente loro di muoversi e di agire nello spazio, dominandolo e modificandolo all'infinito.

Infatti, ciò che rende unica l'esperienza visiva e sensoriale dello spettatore che visita il Museo Vedova è proprio la modalità di fruizione delle opere: grazie all’utilizzo di un braccio meccanico che, con un movimento circolare, trasporta le 35 tele dal fondo del magazzino in cui sono conservate fin nella sala espositiva, gli spettatori possono ammirare le tele in movimento o sospese nell’aria.
Ogni due ore, a rotazione, differenti scenari si alternano, dando vita ad una mostra dinamica e sempre diversa, dove è l'opera ad andare incontro allo spettatore e non viceversa.
La movimentazione delle tre serie di opere di Emilio Vedova è prevista ogni giorno alle ore 11.40 / 13.10 / 14.40 /16.10 / 17.40 / 19.10 / 20.40 / 22.10.

Una modalità innovativa, che riassume il contrasto fra antico e moderno e lo trasforma in un insieme coerente ed armonioso, in linea con la visione dell'artista e con la natura stessa della città che lui tanto amava.
Una modalità che l'artista, da poco scomparso, avrebbe di certo apprezzato, come ha sottolineato già in occasione dell'inaugurazione Alfredo Bianchini, Presidente della Fondazione Emilio e Annabianca Vedova.
«…i miei non sono quadri, ma respiri…», usava infatti ripetere Emilio Vedova.

E proprio per la sua originalità espositiva la Fondazione Vedova ha già ricevuto alcune richieste bizzarre, come quella della modella Naomi Campbell che, in visita al museo insieme al fidanzato, ha chiesto quanto costasse la sofisticata struttura meccanica, con l'intenzione di installarla a casa sua.

L'iniziativa sperimentale, che si conclude a fine mese, è solo un primo passo verso un impegno di apertura della Fondazione Vedova nei confronti dei giovani e della città, perché il museo rimanga  sempre uno spazio di sperimentazione e ricerca, capace di mantenere vivo l’ideale che animava Vedova: "i giovani sporchino, imbrattino, facciano quello che devono fare per crescere”.  
In futuro, accanto allo spazio espositivo, nascerà infatti un centro di restauro delle opere di arte contemporanea ed una scuola di formazione per giovani restauratori.

 

Informazioni utili:

Fondazione Emilio e Annabianca Vedova
Dorsoduro, 46
30123 Venezia
tel +39 041 5226626
fax +39 041 5239060
info@fondazionevedova.org
www.fondazionevedova.it

Lo spazio espositivo della Fondazione Emilio e Annabianca Vedova si trova ai Magazzini del Sale n. 266, lungo la Fondamenta delle Zattere, sul Canale della Giudecca, nel sestiere di Dorsoduro.

 

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