A rischio di crollo la Basilica di Santa Maria Assunta e la chiesa di Santa Fosca a Torcello

di Maria Giulia Palazzo | Redazione VeneziaSi

A rischio di crollo la Basilica di Santa Maria Assunta e la chiesa di Santa Fosca a TorcelloNell’anno in cui si festeggia il millenario di Torcello, fa discutere la notizia apparsa qualche giorno fa nei quotidiani locali relativa al grave stato in cui versano la Basilica di Santa Maria Assunta, principale edificio religioso e simbolo dell’isola, e la piccola e affascinante chiesetta di Santa Fosca.


Il grido di allarme è stato lanciato da monsignor Ettore Fornezza, parroco di Torcello, e da monsignor Antonio Meneguolo, delegato patriarcale per i beni culturali. Infiltrazioni d’acqua, intonaci che si staccano, allagamenti dopo ogni pioggia…i due edifici in stile veneto-bizantino  che contribuiscono a rendere affascinante  questa suggestiva isola della laguna di Venezia stanno letteralmente cadendo a pezzi.  In seguito ad un sopralluogo effettuato da un ingegnere dell’isola si è avuta la conferma che la situazione è molto grave, le crepe si ingrandiscono ogni giorno di più minacciando la stabilità degli edifici e mettendo in pericolo la vita delle centinaia di persone che ogni giorno si  recano in visita a questi luoghi di culto.  I soldi ricavati dai biglietti di ingresso servono a malapena per pagare gli stipendi di chi lavora li e per i lavori di ordinaria manutenzione.

«Le crepe toccano colonne e portici, e vista l’enorme affluenza turistica, è innegabile che ciò possa rappresentare un rischio – sottolinea Fornezza – il Comune ha restaurato il Ponte del Diavolo e lo ha fatto diventare un gioiello. Bisognerebbe far altrettanto con la chiesa e la basilica. In occasione del millennio sono stati organizzati convegni e mostre, forse sarebbe stato più opportuno consolidare le strutture, anche se mi rendo conto che i costi sono ben diversi. Purtroppo sull’impalcatura che avvolge il campanile non si vedono mai operai, un peccato. L’unico dato oggettivo – conclude Fornezza - è che la situazione è grave e che qualcuno deve intervenire al più presto. Ci sono punti che a “dagli una spinta” potrebbero crollare. Solo per caso, finora nessuno si è fatto del male».

Per il restauro dei due gioielli dell’isola servirebbero 10 milioni di euro, una cifra enorme, che nemmeno i finanziamenti stanziati dalla Regione per organizzare gli eventi del millenario avrebbero permesso di raggiungere. Qualcosa però deve essere fatto prima che succeda l’inevitabile, prima di vedere crollare questi due luoghi carichi di storia.

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