Cannaregio
La visita al Sestiere di Cannaregio, il cui nome deriva da Canal Regio ha inizio dall’affollata Stazione Ferroviaria di Santa Lucia. Lasciato sulla destra il Ponte degli Scalzi, imbocchiamo il lungo “corridoio” della Strada Nova. Inaugurata nel 1871, la Strada Nova aprì un corridoio attraverso il dedalo di edifici preesistenti che furono progressivamente abbattuti, al fine di raccordare, anche per motivi strategici, la Stazione Ferroviaria con il centro di Venezia.
Percorriamo fino in fondo la Lista di Spagna e a Campo San Geremia, possiamo ammirare l’imponente Palazzo Labia, meraviglioso edificio del XVII secolo progettato da Andrea Cominelli con all’interno gli stupendi affreschi del Tiepolo.
Sempre nel medesimo campo, c’è la Chiesa di
Santa Lucia, dove si conservano dal 1871 le spoglie della Martire di
Siracusa. Superato il Ponte delle Guglie, usciamo momentaneamente dalla
direttrice principale, alla volta del Ghetto.
Diviso in tre zone, Gheto
Vecio, Novo e Novissimo fu istituito nel 1516 come residenza coatta
della comunità israelita, caratteristica l’architettura degli edifici a
più piani e molto compressi tra loro, a causa del poco spazio
disponibile.
In Campo del Gheto un monumento ricorda il tragico contributo
all’olocausto degli ebrei veneziani durante la seconda guerra
mondiale. La zona del Ghetto Ebraico e le aree circostanti sono
particolarmente caratteristiche anche per le scene di ordinaria
quotidianità cui qui sovente si assiste: il bucato steso fra le case, i
piccoli negozi e le osterie frequentate quasi esclusivamente dai
residenti.
Non lontano è possibile ammirare lo straordinario esempio di
architettura gotica della Chiesa della Madonna dell’Orto con l’omonimo
campo, dalla tradizionale pavimentazione in mattoni a spina di pesce.
All’interno della Chiesa ci aspetta “ Il Giudizio Universale” del
Tintoretto.
Ancora pochi passi e ritorniamo sulla Strada Nova, nei pressi
di Campo di Santa Sofia. A poca distanza da qui, possiamo ammirare uno
dei più bei palazzi sul Canal Grande, la Ca’ d’Oro. Costruita nel 1420,
esempio classico di gotico fiorito, con le finestre a ogiva
elegantemente scolpite, i pinnacoli orientali e i raffinati trafori in
marmo.
Da visitare all’interno la Galleria Franchetti e fra le sue opere, due
capolavori dell’arte italiana in particolare: il San Sebastiano di
Andrea Mantegna e la Venere di Tiziano Vecellio.
Superato l’animato Campo Santi Apostoli, quando la nostra passeggiata
sembra ormai conclusa, al termine di un intricato dedalo di piccole
calli, veniamo letteralmente abbagliati dai marmi policromi della
facciata di Santa Maria dei Miracoli, gioiello rinascimentale edificato
da Pietro Lombardo nel 1489: di fronte a questo piccolo scrigno, una
delle chiese più belle di Venezia, siamo di nuovo riconoscenti ad una
città che più si fa scoprire, e più stupisce.
