Dorsoduro

DorsoduroDorsoduro prende nome dalla forma arcuata del territorio sul quale fu costruito, elevato rispetto a quelli circostanti. La nostra passeggiata inizia dal campo più vivace del Sestiere, Campo Santa Margherita. Qui c’è vita in ogni momento della giornata: il mercato, i caffè all’aperto e i locali in cui si beve lo spritz (il tipico aperitivo veneziano) ne scandiscono i ritmi sino a tarda notte.

Dopo aver visitato la Chiesa di Santa Maria dei Carmini e le splendide tele di Lorenzo Lotto esposte al suo interno, diretti verso Campo San Barnaba, incontriamo sulla nostra strada il Ponte dei Pugni, così chiamato perché anticamente costituiva un vero e proprio ring cittadino su cui si scontravano fazioni rivali di veneziani. Oggi ai piedi di questo ponte una barca ormeggiata
da cui vendono frutta e verdura crea uno scorcio molto caratteristico di Venezia.

Arrivati a Campo San Barnaba non possiamo perderci Ca’ Rezzonico, palazzo progettato dal Longhena nel 1667 per l’omonima famiglia d’origine ticinese e attuale sede del Museo del Settecento Veneziano. All’interno ci attendono i ritratti di Pietro Longhi, le tele del Guardi ed una straordinaria Veduta di Rio dei Mendicanti del Canaletto.

Proseguiamo il nostro cammino per Calle lunga San Barnaba al termine della quale nella Chiesa di San Sebastiano troviamo con grande piacere, un vero e proprio tesoro di opere del Veronese, che tra 1555 al 1570 lavorò qui. Pochi passi ancora verso sud, superata calle del vento, si apre di fronte a noi la vista meravigliosa che dalle Zattere (banchine galleggianti su cui anticamente avveniva il carico e lo scarico del sale) dà sulla Giudecca. Questa zona merita una passeggiata da San Basilio, oltre la punta della dogana, fino alla Chiesa della Salute, godendoci il sole e la vista della Chiesa del Redentore, magari trovando ristoro in uno degli innumerevoli locali lungo la riva.

Al termine di questa sosta rigenerante visitiamo le Gallerie dell’Accademia, la più antica pinacoteca veneziana. Qui sono conservati innumerevoli capolavori della storia dell’arte italiana fra i quali: La Tempesta del Giorgione, il San Girolamo di Piero della Francesca, il San Giorgio di Andrea Mantenga e l’imponente Cena in casa di Levi di Paolo Veronese.

Terminata la visita, non ci resta che concludere la nostra passeggiata sul Ponte dell’Accademia, lasciando che dalla sua sommità il nostro sguardo si perda lungo l’ultimo tratto di Canal Grande che sfocia nel bacino di San Marco.

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