Treporti, Lio Piccolo e Saccagnana

di Roberta Nalesso | redazione VeneziaSì

Treporti, Lio Piccolo e SaccagnanaPer chi ama il contatto con la natura, questa zona della laguna nord costituisce un percorso di grande fascino, pieno di angoli nascosti e solitari, dove pittoreschi orti si alternano a barene e valli da pesca: un viaggio attraverso i borghi rurali lagunari di Treporti, Le Mesole, Lio Piccolo e Saccagnana, alla scoperta di paesaggi insoliti e suggestivi che diventano dei luoghi privilegiati per osservare con discrezione la flora e la fauna lagunare.

1° tappa: (1h) Per chi arriva da Venezia, dall’imbarcadero delle Fondamente Nove, nella parte settentrionale del centro storico veneziano, prendete la  Linea 13 - da Venezia Fondamente Nove per Vignole, Sant’Erasmo, Treporti.
Dopo aver attraversato in vaporetto quasi tutta la laguna nord si approda al capolinea di Treporti, piccolo centro abitato che prende il nome dall'antica presenza di tre bocche di porto ora scomparse, con la sua chiesetta dai due caratteristici campanili.
Chi arriva dal litorale di Cavallino invece, potrà arrivare con l'autobus di linea ATVO o con i propri mezzi fino a Treporti

Situato all’interno del litorale del Cavallino, lingua di terra che separa la laguna di Venezia dal mare Adriatico, Treporti è il punto di partenza ideale per le escursioni nelle valli e nei paesaggi lagunari che si estendono a nord di Venezia, tra il lungo cordone di sabbia del litorale e la terraferma.
Attraversando questo paesaggio lagunare vi capiterà di incontrare giganteschi "bilancioni" per la pesca che penzolano sui canali, splendide barene e qualche sporadico casone lagunare, abitazione tipica di queste zone di pesca.

Da Treporti è possibile intraprendere il percorso a piedi ma vi consigliamo di noleggiare una bicicletta che vi consentirà di inoltrarvi nei vasti orizzonti lagunari, attraverso gli antichi abitati del litorale di Cavallino, fino al punto più lontano di questo percorso, lungo una decina di chilometri.
Una volta inforcata la bicicletta, svoltate a destra all’altezza del cimitero di Treporti, continuate lungo l’argine e svoltate a sinistra seguendo le indicazioni per Lio Piccolo.
Entrando nella valle Saccagnana, dopo poco vi ritroverete nella piccola corte rurale di Prà, sulla quale si affacciano basse case coloniche, un’elegante villa rustica e un’antica chiesetta e dove potrà capitarvi di incontrare qualche anziano seduto davanti all'uscio che, scrutandovi con aria diffidente, vi darà la sensazione di essere un intruso che entra in casa altrui senza essere invitato.
Oltrepassando quest’aia pittoresca, che il tempo sembra non aver minimamente scalfito, la stradina che si snoda lungo gli argini diventa una striscia sempre più stretta in mezzo al paesaggio lagunare che separa in maniera netta le zone salmastre di barena, dove la vegetazione è prevalentemente alofita, dalle zone tranquille d'acqua dolce caratterizzate dalla cannuccia palustre. Inoltrandovi in questo paesaggio che si fa via via più suggestivo vi sembrerà di scivolare a pelo d’acqua, con la stessa eleganza e delicatezza dei molti abitanti della laguna che vi capiterà di incrociare: garzette, cormorani, aironi…

2° tappa: (1h) Al bivio svoltate a destra seguendo l’indicazione Le Mesole e, continuando per circa un chilometro tra orti di insalate, zucchine e carciofi, che rendono particolarmente pittoresco questo angolo di laguna, finalmente raggiungerete il cortile di un'antica villa rinascimentale recentemente restaurata, risalente alla prima metà del secolo XVI, conosciuta anche come il "Convento de Le Mesole".
Accanto alla casa sorge una chiesetta del XVIII secolo, con un vecchio cipresso inclinato nel giardino, all’ombra del quale potrete godervi una meritata sosta ristoratrice.
Continuando ancora per un paio di chilometri tra valli da pesca, orti e giardini si arriva all’azienda agricola nel piccolo villaggio di Le Motte, con il suo porticciolo privato, dove, se il peso non vi spaventa, potrete acquistare frutta e ortaggi.
Dopo la sosta ritornate indietro fino al bivio e svoltate a destra e proseguite in direzione Lio Piccolo.

3°tappa: (2h) Lungo il percorso lo sguardo sfugge verso i suggestivi orizzonti offerti dal paesaggio lagunare che si apre luminoso, all’improvviso, lasciando scorgere in lontananza le sagome delle vicine Torcello e Burano, e una sensazione di impotenza a chi, privo di un mezzo acqueo, è costretto a viaggiare sull’esigua lingua di terra.
Dopo poco, dove la barena si allarga, compare lo sperduto borgo rinascimentale di Lio Piccolo, un luogo fuori dal tempo, simile a un paesaggio segreto e abbandonato, con la sua chiesetta seicentesca, davanti alla quale resiste un vecchio frutteto di giuggioli, la piazzetta su cui si affacciano poche case quasi tutte disabitate e il Palazzetto Boldù del XVII secolo.

Da qui si può proseguire ancora un poco, inoltrandosi lungo gli argini delle Valli Paleazza, Olivata e Liona, dove, alla percezione di disordine e abbandono degli abitati fa da contrappunto la geometria delle peschiere e dei curatissimi orti “mazzuolati” (disposti su dossi per metterli al riparo dalla bora), dove l’aria e il suolo salmastro favoriscono la coltivazione di squisite primizie di stagione.
Arrivando fino alla fine della striscia di terra, limite oltre al quale non è possibile procedere se non via acqua, è possibile scorgere di fronte Lio Maggiore, le paludi e le valli che si estendono a perdita d’occhio, immersi in un'atmosfera surreale fatta di suoni e profumi che giungono al visitatore immutati, come mille anni fa.

Queste valli costituiscono zone importantissime dal punto di vista faunistico, poiché svolgono un ruolo di valle-rifugio per le anatre nei periodi di burrasca, oltre ad essere un luogo ideale di nidificazione per diverse specie di uccelli tra cui il Cavaliere d’Italia, la rara Pettegola, il Gabbiano reale, il Fraticello, la Sterna e il Germano reale, che si possono osservare soprattutto in primavera.
Ricordiamo che è buona norma fermarsi solo brevemente ad osservare gli uccelli, per non disturbare il delicato momento della nidificazione.
Interessanti sono anche i periodi migratori durante i quali potrà capitarvi di incontrare numerose specie di passo.

Una volta ritornati a Treporti, dopo aver lasciato la bicicletta, chi deve far ritorno a Venezia potrà riprendere la linea 13 in direzione Venezia – Fondamenta Nove, oppure raggiungere con l’autobus Punta Sabbioni, dove parte la motonave per Venezia- Piazza San Marco.

 

di Roberta Nalesso
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Indirizzo e informazioni

Il periodo migliore è da aprile a giugno e da settembre a novembre. Da evitare in piena estate (con il sole e le zanzare di luglio e agosto). Consigliamo di munirsi di bibite e pranzo al sacco poiché, una volta lasciato Treporti, i punti di ristoro sono
Durata: una giornata circa - lunghezza del percorso 20 km circa
Mezzi di trasporto: a piedi o in bicicletta

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