1° tappa:
(1h) Per chi arriva da Venezia, dall’imbarcadero delle Fondamente Nove, nella parte settentrionale del
centro storico veneziano, prendete la Linea
13 - da Venezia Fondamente Nove per Vignole, Sant’Erasmo, Treporti.
Dopo
aver attraversato in vaporetto quasi tutta la laguna nord si approda al capolinea di Treporti,
piccolo centro abitato che prende il nome dall'antica presenza di tre bocche di
porto ora scomparse, con la sua chiesetta dai due caratteristici campanili.
Chi arriva dal litorale di Cavallino invece, potrà arrivare con l'autobus di linea ATVO o con i propri mezzi fino a Treporti.
Situato all’interno
del litorale del Cavallino, lingua di terra che separa la laguna di Venezia dal mare Adriatico, Treporti è il punto di partenza
ideale per le escursioni nelle valli e nei paesaggi lagunari che si estendono
a nord di Venezia, tra il lungo cordone di sabbia del litorale e la
terraferma.
Attraversando questo paesaggio lagunare vi capiterà di incontrare giganteschi "bilancioni" per
la pesca che penzolano sui canali, splendide barene
e qualche sporadico casone lagunare, abitazione tipica di queste
zone di pesca.
Da Treporti è possibile intraprendere il percorso a piedi
ma vi consigliamo di noleggiare una bicicletta che
vi consentirà di inoltrarvi nei vasti orizzonti lagunari, attraverso gli antichi abitati
del litorale di Cavallino, fino al punto più lontano di questo percorso, lungo una decina di chilometri.
Una volta
inforcata la bicicletta, svoltate a destra all’altezza del cimitero di Treporti,
continuate lungo l’argine e svoltate a sinistra seguendo le indicazioni per Lio
Piccolo.
Entrando nella valle Saccagnana, dopo poco vi
ritroverete nella piccola corte rurale di Prà, sulla quale si affacciano basse case coloniche, un’elegante villa rustica e un’antica chiesetta e dove potrà
capitarvi di incontrare qualche anziano seduto davanti all'uscio che, scrutandovi con aria diffidente,
vi darà la sensazione di essere un intruso che entra in casa altrui senza
essere invitato.
Oltrepassando quest’aia pittoresca,
che il tempo sembra non aver minimamente scalfito, la
stradina che si snoda lungo gli argini diventa una striscia sempre più stretta in
mezzo al paesaggio lagunare che separa in maniera netta le zone salmastre di
barena, dove la vegetazione è prevalentemente alofita, dalle zone tranquille d'acqua
dolce caratterizzate dalla cannuccia palustre. Inoltrandovi in questo paesaggio
che si fa via via più suggestivo vi sembrerà di scivolare a pelo d’acqua, con
la stessa eleganza e delicatezza dei molti abitanti della laguna che vi
capiterà di incrociare: garzette, cormorani, aironi…
2° tappa: (1h) Al bivio svoltate a
destra seguendo l’indicazione Le Mesole e, continuando per circa un chilometro
tra orti di insalate, zucchine e carciofi, che rendono particolarmente
pittoresco questo angolo di laguna, finalmente raggiungerete il cortile di un'antica
villa rinascimentale recentemente restaurata, risalente
alla prima metà del secolo XVI, conosciuta anche come il "Convento de Le Mesole".
Accanto alla casa sorge una chiesetta
del XVIII secolo, con un vecchio cipresso inclinato nel giardino,
all’ombra del quale potrete godervi una meritata sosta ristoratrice.
Continuando ancora per un paio di chilometri tra
valli da pesca, orti e giardini si arriva all’azienda agricola nel piccolo villaggio
di Le Motte, con il suo porticciolo privato, dove,
se il peso non vi spaventa, potrete acquistare frutta e ortaggi.
Dopo la sosta
ritornate indietro fino al bivio e svoltate a destra e proseguite in direzione Lio
Piccolo.
3°tappa: (2h) Lungo il percorso lo sguardo
sfugge verso i suggestivi orizzonti offerti dal paesaggio lagunare che si apre
luminoso, all’improvviso, lasciando scorgere in lontananza le sagome delle
vicine Torcello e Burano, e una sensazione di impotenza a chi, privo di un
mezzo acqueo, è costretto a viaggiare sull’esigua lingua di terra.
Dopo poco,
dove la barena si allarga, compare lo sperduto borgo rinascimentale di Lio
Piccolo, un luogo fuori dal tempo, simile a un paesaggio segreto e
abbandonato, con la sua chiesetta seicentesca, davanti alla quale resiste un
vecchio frutteto di giuggioli, la piazzetta su cui si affacciano poche case
quasi tutte disabitate e il Palazzetto Boldù del XVII secolo.
Da qui si può proseguire ancora un poco,
inoltrandosi lungo gli argini delle Valli Paleazza, Olivata e Liona, dove, alla
percezione di disordine e abbandono degli abitati fa da contrappunto la
geometria delle peschiere e dei curatissimi orti “mazzuolati” (disposti su
dossi per metterli al riparo dalla bora), dove l’aria e il suolo salmastro favoriscono
la coltivazione di squisite primizie di stagione.
Arrivando fino alla fine
della striscia di terra, limite oltre al quale non è possibile procedere se non
via acqua, è possibile scorgere di fronte Lio Maggiore, le paludi e le valli che
si estendono a perdita d’occhio, immersi in un'atmosfera surreale fatta di suoni e profumi che giungono al visitatore immutati, come mille anni fa.
Queste valli costituiscono zone importantissime
dal punto di vista faunistico, poiché svolgono un ruolo di valle-rifugio per le
anatre nei periodi di burrasca, oltre ad essere un luogo ideale di
nidificazione per diverse specie di uccelli tra cui il Cavaliere d’Italia, la
rara Pettegola, il Gabbiano reale, il Fraticello, la Sterna e il Germano reale, che
si possono osservare soprattutto in primavera.
Ricordiamo che è buona norma
fermarsi solo brevemente ad osservare gli uccelli, per non disturbare il
delicato momento della nidificazione.
Interessanti sono anche i periodi
migratori durante i quali potrà capitarvi di incontrare numerose specie di passo.
di Roberta Nalesso
redazione VeneziaSì

Il borgo rurale di Lio Piccolo, raggiungibile da Treporti attraverso una strada panoramica, è una località prevalentemente agricola, il cui paesaggio è costituito da orti, canali lagunari e zone di barena, dove si coltivano le famose castraure (carciofi).
La chiesa venne eretta nel 1791 per merito di una nobile famiglia veneziana proprietaria di tutta l'isola, la famiglia Boldù, che la dedicò a S.
Maria della Neve, come ricordato nella lapide murata sopra la porta. Accanto alla chiesa venne costruito il palazzetto che prese il nome dalla
stessa famiglia.
Saccagnana fu la prima delle tre isole di Treporti in cui si formò un insediamento stabile.
Questo edificio si trova a Mesole, uno dei borghi rurali più antichi della laguna nord, abitato fin dal 1300. Il Convento delle Mesole risale al
XIV secolo e sembra che il
suo nome faccia riferimento ad un antico monastero femminile sorto nel 1380 proprio in questa località. Secondo altre fonti invece, il nome deriverebbe dal fatto che l'edificio sorge in un
territorio un tempo appartenuto a una delle tante fondazioni monastiche lagunari che
utilizzavano questi territori per le proprie coltivazioni agricole.
Dal 2003 il Teatro Fondamenta Nuove di Venezia, situato proprio al termine delle Fondamenta Nuove, è gestito dall'Associazione Culturale Vortice, attiva dal 1998 in città, specialmente nell'ambito musicale.
